Roma, 18 feb – Il prossimo 28 febbraio si aprirà il XXII congresso di Magistratura Democratica, associazione che sin dalla sua fondazione ha proposto una peculiare visione “politica” progressista del diritto e della funzione del giudice. In aperto contrasto con le politiche del governo in materia migratoria – si pensi ad esempio al caso Diciotti. Titolo del congresso: “Il giudice nell’Europa dei populismi”. Sotto il titolo, ecco campeggiare in bella vista un’inequivocabile vignetta del radical chicchissimo Vauro in cui un giudice soccorre un migrante fradicio appena uscito dal mare. Titolo della vignetta: “Dalla parte dei sommersi“. Viene da chiedersi, come si può conciliare la neutralità della funzione della magistratura con l’utilizzo della vignetta di un autore che sicuramente neutrale non è?

“Allarme sovranismo”

Basta leggere l’incipit della relazione del congresso, disponibile sul sito di Md, per trovare alle prime righe l’allarme contro “il radicalismo del nuovo sovranismo che ha intercettato il risentimento e gli ha offerto un bersaglio e un nemico, rappresentato dallo straniero che minaccia la nostra sicurezza, usurpa i nostri diritti e contamina la nostra identità”. C’è spazio anche per un (nemmeno troppo velato) attacco personale al vicepremier Salvini, che governerebbe secondo una forma “di personalizzazione della leadership e di investitura dell’uomo solo al comando, che si propone come vendicatore delle donne e degli uomini dimenticati, unico legittimato a rappresentarne la volontà”.

Un manifesto programmatico

La relazione prosegue con la difesa di Ue, immigrazione incontrollata, e a base di attacchi ai nazionalismi e all’identità:  “La costruzione di nuove soggettività di tipo identitario è parte rilevante della strategia del populismo e dei neonazionalismi, che, alimentando strumentalmente la percezione dell’invasione da parte degli stranieri, ha innescato anche nel nostro Paese una deriva xenofoba e razzista e sta rimettendo in discussione i principi e i valori fondanti della democrazia europea”. C’è spazio anche per un attacco alla nuova disciplina della legittima difesa dipinta come “Un’idea arcaica di giustizia come vendetta privata” e che invece corrisponde “ad opzioni viscerali, estreme, più simili alla logica semplificata della Castle Doctrine e delle Stand your ground laws che in America ispirano le norme sulla legittima difesa”. Insomma, i magistrati sono certo liberi di esprimere le loro opinioni, ma quando queste finiscono per apparire in chiaro e patente contrasto con le politiche del potere su cui loro stessi sono magari chiamati a giudicare, sorgono dubbi sulla effettiva divisione dei poteri e sulla indipendenza tra gli stessi.

Aldo Milesi

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6 Commenti

  1. …tutto ciò è dovuto alla non responsibilità dei ” giudici”, inerenti verdetti che rilasciano, interpretando le leggi, mediante un loro insidacabile giudizio…..un super potere che li pone al di sopra di tutto e di tutti..

  2. Ottima idea che un giudice scenda dal proprio scranno e vada ad aiutare un naufrago (per me un invasore od almeno un parassita) ma poi la mia domanda è questa: questo giudice e magari anche Vauro se lo porteranno a casa propria e lo sfameranno oppure opportunisticamente scaricheranno i costi ed il peso allo Stato, cioè anche a noi?

  3. Che schifo nauseabondo…….. Impuniti, ricchi, comunisti, una casta che offende il popolo italiano e lo svilisce a servo dei negroidi e dei burocrati europei………. Facile “sputare ” sugli schiavi e sudditi italiani essendo impunibili,intoccabili ed auto referenziali………fanno politica ed indagano gli avversari politici………..se questa è democrazia allora meglio tornare in collina ad allevare mucche, capre,pecore,galline e conigli……..almeno l’arrosto sarà ruspante. Almeno si potrà respirare aria pulita.

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