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Roma, 1 lug — A metà maggio la «perseguitata» Malika avrebbe sborsato la modica cifra di 2.470 euro per l’acquisto di un cane french bulldog di razza purissima presso un blasonatissimo allevamento. Ci pare giusto: sulla Mercedes classe A mica ci puoi far salire un bastardino.



E’ ciò che rivela una scatenatissima Selvaggia Lucarelli nell’ultimo capitolo della sua recente crociata mediatica contro Malika Chakly. La 21enne, balzata agli onori della cronaca per essere stata cacciata di casa dai genitori di religioni musulmana perché lesbica, si sarebbe arricchita con due raccolte fondi da 140mila euro. Soldi che starebbe spendendo in modo che definire «vistoso» sarebbe un eufemismo.

Malika ha comprato il cane più caro

«Malika non l’avevo riconosciuta quando è venuta in allevamento, ma poi ho capito. Ha comprato il cane più caro», spiega alla Lucarelli Simone, il titolare dell’allevamento situato a Firenzuola (Firenze). «Non sono cani per tutte le tasche, qui poi vendiamo i migliori. Ha speso 2.470 euro, ha pagato lei con due bonifici uno il 15 maggio e l’altro il 21». Simone riferisce di averla vista arrivare «con una Mercedes nuova di zecca». Poi racconta di un curioso episodio: Malika si era rifiutata di mettere l’allevatore in contatto con il suo veterinario, quando il cane aveva avuto un lieve problema di salute. «Pretendeva una strana riservatezza, era come se io non fossi dovuto esistere», ricorda. 

Insomma: se è comprensibile il bisogno di avere al proprio fianco un cucciolo, un po’ meno lo è quello di spendere la somma che sborserebbe Lady Gaga, attingendo a quei 140mila euro che le occorrevano sulla carta per «rifarsi una vita» e che decine di migliaia di gonzi le avevano versato per aiutarla.

Il cane e la Mercedes sono beni necessari

Perché un cane così costoso, chiede la Lucarelli a Malika? «Perché mi piaceva la razza, devo giustificarmi perché spendo i miei soldi come voglio?». «Le rispondo che se le persone donano perché lei si ricostruisca una vita — incalza Selvaggia — perché paghi avvocati o supporto psicologico o perché faccia beneficenza, forse qualche spiegazione la deve». Malika annaspa, sulle difensive: «Il cane è un bene di prima necessità, ok?», insiste. «Potevi prenderti un trovatello», le risponde la giornalista. «Avrei potuto ma sono cavoli miei. Il cane è un supporto psicologico. Sono amante di questa razza, e ho preso un bulldog. La Mercedes e il bulldog sono beni necessari», ripete, forse per convincere sé stessa. Quando Lucarelli le chiede se è al corrente del fatto che rispondendo così non farà altro che aggravare la sua posizione, lei ribatte con «Chi se ne frega. Ciaooo!». E le attacca il telefono. Qualcosa ci dice che questo è ben lungi dall’essere l’ultimo capitolo della vicenda.

Cristina Gauri



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