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Roma, 13 nov – Piazza del Pantheon è gremita di tutte le sigle dei lavoratori e degli imprenditori rimasti fuori o poco aiutati dai decreti e dalla “potenza di fuoco” del governo Conte. La “marcia su Roma” dei ristoratori, albergatori, guide turistiche, commercialisti, gestori di lavanderie e tutti i più disparati settori messi in ginocchio dai lockdown a singhiozzo è partita da Firenze Ponte Vecchio, dieci giorni fa e oggi a Roma reclama attenzione dal governo.

La marcia partita da Firenze

Quasi 200 persone sono partite il 4 novembre da Ponte Vecchio a Firenze, per dare il via alla “Marcia dei Ristoratori”: artigiani, tassisti, albergatori, Ncc, tutti a piedi, dal capoluogo toscano hanno raggiunto Roma lungo la via Francigena. Portare al governo le richieste delle categorie più colpite dalle conseguenze, soprattutto economiche, del lockdown. La protesta è stata organizzata dal gruppo Ristoratori Toscana e da Tni, Tutela Nazionale Imprese. In piazza anche Vittorio Sgarbi che col suo movimento Rinascimento è in aperta rottura con il governo e con le misure emergenziali create a fronte della pandemia.

La rabbia dei ristoratori

Tiziana, ristoratrice di Siena, partita a piedi anche lei insieme agli altri ristoratori, respinge fermamente le accuse di negazionismo: “Noi siamo i primi ad aver accusato il governo Conte quanto non ci ha chiusi ad ottobre. Avremmo preferito essere chiusi per mettere in sicurezza gli ospedali, aumentare le terapie intensive e tutto ciò che poteva servire a contenere la pandemia” dichiara “invece adesso ci ritroviamo ad aver investito soldi e tempo per mettere in sicurezza le nostre attività e abbiamo lavorato solo due mesi”. Dello stesso avviso Pierre, gestore di un bar nel centro di Roma: “I ristoranti danno da mangiare a centinaia di famiglie eppure le casse integrazione stanno arrivando solo adesso. Ma le tasse continuano ad arrivare, e i negozi chiudono. E tutto questo dopo aver investito risorse economiche per gel, divisori, nuovi spazi e tutto ciò che occorreva per mettere in sicurezza i locali”.

Palumbo (Anitrav): “Noi Ncc grandi assenti, Conte non ci ascolta”

I “grandi assenti” poi del decreto ristori sono gli Ncc, ovvero gli autisti del noleggio con conducente. Marco Palumbo, rappresentante dell’associazione Anitrav, rivendica un posto di spettanza tra le categorie rimaste indietro: “Secondo il governo Conte, noi non siamo stati colpiti dalla crisi perché per il nostro codice Ateco non rientriamo nelle categorie colpite. Ma in realtà noi non abbiamo più clienti perché in pratica rientriamo nell’indotto turistico e se non ci sono i turisti, noi con cosa lavoriamo? Oggi il premier ci ha fatto sapere che non vuole parlare con noi” dice Palumbo “ci sono delle categorie, come quelle dei ristoratori, che sono state accolte. Noi, invece, non veniamo ascoltati”.

Successivamente nel corso del pomeriggio una delegazione degli Ncc è stata ricevuta dal premier. Marco Palumbo ha quindi evidenziato: «Finalmente siamo stati ricevuti e posti all’attenzione del Premier Conte che si è fatto, sorprendentemente, trovare preparato e pronto a tentare di soddisfare le istanze inerenti al periodo storico che stiamo affrontando come categoria, riconoscendo di essere tra le imprese più colpite (se non la più colpita). Nonché disponibile a riformare gli equilibri di una legge troppo distorta anche nel regime sanzionatorio».

Matteo: “Voglio dimostrare a papà che tengo alla ditta”

Matteo infine è rappresentante di una categoria che anch’essa, collateralmente ma intensamente, è colpita dalla crisi economica che colpisce il settore del turismo: quella delle lavanderie industriali: “Noi siamo una piccola azienda a conduzione familiare. La crisi economica scatenata dal lockdown ci ha colpiti come non mai. Già due anni fa siamo scesi in piazza: ora sono tornato a protestare per dimostrare a mio padre che tengo alla nostra attività e al nostro futuro”.

Ilaria Paoletti

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3 Commenti

  1. ricordare il vergognoso conflitto d’ interessi che dovrebbe essere subito denunciato in procura del famigerato Giuseppi Conte il quale avendo la compagna proprietaria di grand hotel ha concesso libertà di accesso ai risyoranti alberghieri. Con atto autocratico senza controllo parlamentare. . Ripreso nella vergogna dal noto hotel ove soggiorna il famoso pagliaccio genovese.

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