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Roma, 21 giu – Via la mascherina all’aperto forse già dal 28 giugno: oggi il parere del Comitato tecnico-scientifico (Cts) convocato per le 18:30. La decisione di anticipare l’addio alla mascherina all’aperto – pur restando il divieto di assembramento – arriva dopo il pressing della Lega e in linea con altri Paesi Ue. Lo stesso premier Mario Draghi, nella conferenza stampa di venerdì, ha fatto presente che molti Stati membri hanno rimosso l’obbligo “ma non possiamo dare date e per questo chiedo al Cts”. L’altra data papabile è il primo luglio.



Via la mascherina all’aperto, oggi il parere del Cts

Occhi puntanti dunque sul Cts, che si esprimerà non soltanto sulla fatidica data di addio all’obbligo, ma su diverse prescrizioni necessarie a far sì che la rimozione della protezione non comporti una risalita della curva epidemiologica. I dati analizzati dagli esperti confermano che all’aperto i contagi sono quasi azzerati, a patto che si mantengano alcune precauzioni. A preoccupare sono le varianti del virus, anche se allo stato attuale non si registrano particolari differenze in termini di aumento dei contagi (complice anche e soprattutto il caldo, che uccide il virus). In ogni caso, sulla base del documento trasmesso dagli esperti del Cts si deciderà poi se intervenire con un decreto oppure se sarà sufficiente una ordinanza firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza. Ricordiamo, peraltro, che un anno fa di questi tempi la mascherina all’aperto non era obbligatoria.

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Perché la data di addio potrebbe essere il 28 giugno

La data cerchiata di rosso è il 28 giugno, quando anche la Valle d’Aosta entrerà in fascia bianca e tutta l’Italia sarà nella fascia di rischio più bassa, oppure il primo luglio. Ma purtroppo potrebbe passare la linea della ulteriore prudenza (per alcuni esperti assolutamente ingiustificata), che potrebbe far slittare l’eliminazione dell’obbligo della mascherina all’aperto al 5 luglio. Questo perché il 2 luglio saranno disponibili i dati sui contagi del monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di sanità e la situazione aggiornata sul numero di persone vaccinate. Se la percentuale sarà oltre il 50 per cento (almeno per chi ha ricevuto la prima dose) non dovrebbero esserci problemi.

Le regole al chiuso

Quando si sta all’aperto non sarà più necessario proteggere naso e bocca, ma sempre mantenendo la distanza dalle persone non conviventi. Ma al chiuso, l’obbligo resterà. Dunque quando si entra in un negozio bisognerà indossarla, stessa regola per chi va nei centri commerciali. Per i locali pubblici valgono le regole già in vigore. Se si sta al chiuso si può togliere la mascherina quando si è seduti al tavolo mentre bisogna metterla quando ci si alza per andare al bagno, per uscire o per avvicinarsi alla cassa. Probabilmente resterà l’obbligo per il personale dei locali pubblici anche quando impegnato all’aperto. Anche su questo il Cts farà il punto oggi pomeriggio.

Sui trasporti pubblici rimane obbligatorio viaggiare con naso e bocca coperti. Su aerei e treni le regole non cambiano, anche tenendo conto che la capienza dei vagoni è stata portata all’80 per cento. Alla fermata dell’autobus si può togliere la mascherina, ma una volta saliti a bordo bisognerà mantenerla per la durata del tragitto.

Quando si toglierà anche al chiuso?

Infine, non è escluso che gli esperti oggi non si confrontino anche su quando e come intervenire per rimuovere l’obbligo della mascherina al chiuso, in particolari situazioni e a determinate situazioni (in una stanza d’ufficio dove sono tutti vaccinati, per esempio). Ma di certo è prematuro – conoscendo Speranza – ipotizzare una data.

Adolfo Spezzaferro

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