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Roma, 12 giu – Tornano in piazza per il settimo sabato consecutivo le Mascherine Tricolori, movimento che chiede le dimissioni di Giuseppe Conte, si oppone alle restrizioni e giudica insufficienti le misure economiche messe in campo per far fronte all’emergenza economica e sociale. Domani saranno in piazza in tutte e venti le regioni italiane, con manifestazioni nei capoluoghi e nelle città principali. A Roma l’appuntamento è all’Eur nei pressi del palazzo della Civiltà Italiana, mentre a Milano la manifestazione si terrà all’Arco della Pace.

L’attacco al “piano Colao”

“E’ dall’inizio del lockdown che gli italiani aspettano risposte”, spiegano i portavoce delle Mascherine Tricolori. “Sono passati più di tre mesi e ancora dobbiamo ascoltare gli annunci di Conte a base di fuffa, false promesse e inutili bonus monopattini. Ci sono lavoratori che ancora aspettano la cassa integrazione, imprenditori e commercianti che non riusciranno a riaprire, mentre nei prossimi mesi rischiamo di avere milioni di disoccupati. In questo scenario devastante dobbiamo anche leggere dei fantasmagorici piani elaborati da “mister task force” Vittorio Colao, che con le sue intuizioni geniali pensa di tassare ulteriormente i prelievi di contanti e di promuovere la propaganda gender nelle scuole”.

“Sanatoria per le multe durante il lockdown”

Non solo protesta generica contro il governo, le Mascherine Tricolori hanno una piattaforma di rivendicazioni. “Sanatoria per tutte le multe elevate durante l’emergenza sanitaria, stop alle tasse per le imprese per tutto il 2020, soldi a fondo perduto erogati direttamente dallo Stato senza passare per le banche, liquidità immediata per le famiglie e le fasce più deboli della popolazione, piano di intervento straordinario per salvare il settore del turismo che rischia letteralmente di scomparire, aiuti massicci e regole meno stringenti per bar, ristoranti, palestre e tutte quelle attività che rischiano di chiudere prima ancora di riaprire, un piano per far ripartire veramente la scuola e garantire una formazione, nessun prolungamento per lo stato d’emergenza, nessuna altra cessione di libertà alla dittatura sanitaria. Questo governo deve andare a casa, la parola torni al popolo”.

Davide Romano

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