no expo milano 5Milano, 2 mag – Molotov, auto in fiamme e rovesciate, vetrine e negozi distrutti, lacrimogeni, l’odore di fumo acre che aleggia nelle vie toccate dalla manifestazione. Una cronaca da vera e propria guerriglia urbana, come quella che si è vista ieri nel centro di Milano.

(Non) doveva essere un corteo tranquillo. E così, come preannunciato, i soliti noti si sono impossessati della piazza dando sfogo ai loro istinti più primordiali. Li chiamano black bloc come a cercare di sminuire i fatti, coprendosi dalla difficoltà di identificarli precisamente sotto una sigla. E però sono gli stessi che in altre occasioni vengono chiamati “ragazzi dei centri sociali“, gli stessi responsabili di altre aggressioni, attentati, presidi sinceramente democratici per impedire agli avversari politici (Lega Nord e CasaPound i principali bersagli dei loro strali) di parlare.

Le misure di prevenzione poste in essere nei giorni scorsi sembrano così non essere servite. La più che probabile degenerazione del corteo era già attessa. Non da ieri e nemmeno da due giorni prima, ma con largo anticipo. Eppure non è bastato per porre in essere le misure necessarie per evitare la devastazione del capoluogo lombardo, che si risveglia a raccogliere i cocci del passaggio della masnada.

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Non si fanno mancare le osservazioni politiche a quanto accaduto. A partire dal premier Matteo Renzi, che sceglie di limitarsi ad un “No comment”. Forse la scelta migliore, dopo l’assicurazione -fatta da più parti- che nessuno avrebbe rovinato l’inaugurazione. Fra chi si è fatto garante della promessa anche il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia. Lo stesso che chiude più di un occhio di fronte alle numerose situazioni di illegalità promosse da questi stessi soggetti. Tanto che, a quanto risulta, una delle perquisizioni condotte dalla Questura nei giorni precedenti la manifestazione aveva dato esito positivo, con il ritrovamento di materiale definito “interessante”, in un centro sociale il cui stabile è gentilmente concesso in uso proprio dal comune.

Matteo Salvini punta invece diretto contro il ministro degli Interni, Angelino Alfano: “Milano devastata: Alfano incapace, dimettiti”, ha twittato il leader della Lega, rilanciando l’hashtag #alfanodimettiti. “Da milanese -ha poi detto sempre Salvini- faccio il tifo per Expo.Ma per ora è solo una vetrina per i ministri, mentre all’estero va l’ immagine di una città devastata”. Alle critiche del segretario del Carroccio ha risposto direttamente il ministro, secondo il quale “Le forze dell’ordine hanno evitato il peggio con intelligenza e fermezza”. Rimane il dubbio, viste le scene cui abbiamo assistito ieri, su cosa intenda Alfano per “peggio”.

Filippo Burla

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