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Milano, 30 apr – Non bastavano i ritardi del governo sulle (solo) annunciate misure di sostegno alle famiglie, non era sufficiente il caos dell’Inps sul famigerato bonus da 600 euro per i lavoratori autonomi. Per i cittadini di Milano arriva un’altra brutta sorpresa, questa riservata dal Comune guidato da Beppe Sala. Si tratta dei “buoni spesa” destinati alle famiglie in difficoltà economica che il sindaco aveva annunciato con grande enfasi. Parliamo di un sostegno minimo, ma in questo momento importante per qualche migliaio di nuclei familiari in stato di indigenza. L’amministrazione milanese ha annunciato il 21 aprile che ne avrebbero beneficiato 13.754 su 36mila che ne avevano fatto richiesta.



Domanda “trabocchetto”

Peccato che la graduatoria sia risultata falsata per colpa di una domanda posta male, decisamente equivocabile. Per avere diritto ai buoni, tra le altre condizioni, si richiedeva: “Che la disponibilità sui conti correnti intestati ai componenti il nucleo familiare non è superiore a 5.000 euro al 31 marzo 2020”. In tanti hanno risposto “no”, credendo di affermare appunto che le proprie disponibilità non superassero i 5.000 euro, ma la risposta formalmente corretta era “sì”. Per questo motivo migliaia di domande sono state respinte, migliaia di persone escluse dal bonus. Un brutto pasticcio che ha provocato una grossa ingiustizia, di cui Palazzo Marino si è reso conto provando a rimediare con la promessa di trovare una soluzione alternativa per quanti sono stati beffati dall’inghippo.

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A denunciare il fattaccio, è stato Alessandro De Chirico, consigliere comunale d’opposizione. “Il Comune ha commesso un grave errore e anziché scusarsi e rifare il bando per l’assegnazione dei buoni spesa – ha dichiarato – si cela dietro una comunicazione di servizio. Il problema è che avendo già pubblicato la graduatoria ora ci devono spiegare dove rimedieranno i fondi per riconoscere il dovuto a gente che, se non fosse per la solidarietà privata e parrocchiale, starebbe già morendo di fame“. Per l’esponente di centrodestra si è trattato di “domanda trabocchetto valida per i test di esame della patente di guida, non per chiedere aiuti economici”. De Chirico segnala poi che ancora nessun buono spesa è utilizzabile: “Possibile che il sindaco Sala faccia finta di niente?”. Possibile sì, ci ha abituato così e continuerà finché i milanesi non si renderanno conto che la misura è colma.

Fabio Pasini

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2 Commenti

  1. Sul “sì o no”, risposta a domanda equivocabile, il nostro paesello ha lasciato passare l’ aborto e il divorzio acritici, costosi, dirompenti, dissacranti, deresponsabilizzanti, piuttosto di prevenire, educare e sostenere maschi e femmine nazionali verso scelte coraggiose, consapevoli e costruttive. Oggi è il sistema di un borgo per non versare… Domani sarà il modo per non consentire un posto nel lazzaretto nel quale finiremo se va avanti così. E non avremo nemmeno la scusa del coronavirus.

  2. sono uno degli esclusi per mero errore di digitazione su reddito da dichiarare,in un primo momento risultavo incluso in graduatoria con num xxxx successivamente mi veniva comunicato via mail da un fantomatico ufficio controlli buoni spesa che avrei dovuto inviare documentazione attestante il contrario a pena decadenza della domanda.Dopo avergli inviato via mail il mio mod Unico e dopo 7 pec mail nessuno mi ha dato mai risposta.Ho contattato l’ufficio dell assessore Rabaiotti,,del responsabile dott.Petrelli e dal suo sub alterno Alessandro Cassuto ma ad oggi nessuna risposta,solo silenzio e strafottenza.Chiedo se per caso sia stata fatta una class action da qualche gruppo di esclusi.Perche’ se avevo i soldi per un legale li avrei denunciati tutti con prove scritte e documentate,anche di persone che hanno preso il bonus pur lavorando. resto a disposizione per eventuali contatti.

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