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Milano, 16 ott – Si abbassa la mascherina per consentire all’amica disabile di poter leggere il labiale e si becca una multa da 400 euro. Benvenuti nuovamente nell’Italia degli sceriffi e degli abusi di potere nel nome della «salute». Dove il tutore dell’ordine è tanto incline alla prepotenza quanto più il soggetto delle angherie è indifeso.

Troppo zelo

E’ successo a Veronica, 27enne milanese che si è portata a casa 400 euro di verbale per essere giunta in aiuto di Eleonora, l’amica nata con un’importante disabilità che la costringe a portare in modo permanente un impianto cocleare per non udenti. Per potere comunicare, Eleonora deve poter leggere il labiale del proprio interlocutore. Attività che in questo particolare periodo storico di divieti e obblighi di indossare i dpi risulta particolarmente difficoltosa. Insomma, a nulla sono valse le suppliche e le proteste: lo zelante agente di polizia ha applicato alla lettera le regole del Dpcm.

Un gesto motivato

«Avrei accettato la multa se avessi abbassato la mascherina per accendermi una sigaretta, ma l’ho fatto per farmi leggere il labiale da una persona che ha grossi (e certificati) problemi di udito», si sfoga Veronica ai microfoni di MilanoToday. Il fatto è accaduto dopo che le due donne erano appena scese da un tram, in Corso Sempione a Milano nella serata di venerdì 9 ottobre. «La mascherina la indosso sempre ma questa mia amica ha problemi dalla nascita, ha un impianto cocleare e dovevo parlarle. Ho abbassato la mascherina qualche attimo, giusto il tempo di dirle dove dovevamo andare. E in quel momento si è avvicinato il vigile con in mano un blocchetto per i verbali», racconta.

Inamovibile

Subito le due avevano cercato di motivare il gesto: «entrambe abbiamo cercato di contestualizzare quello che era successo. Eleonora ha tirato fuori un tesserino che conferma la la sua disabilità. Inoltre ha persino alzato i capelli e gli ha fatto vedere l’impianto cocleare». Nulla di fatto, il vigile non si è lasciato convincere. Non solo: mostrando una dose decisamente elevata di insensibilità «si è avvicinato a noi e a voce molto alta ha detto Vedi, se urlo mi senti! Eleonora è sbiancata. Io ero basita e mortificata. Speravo ci fosse un minimo di comprensione da parte delle forze dell’ordine, soprattutto in questi casi».

Il verbale

L’agente di polizia ha quindi compilato il verbale e ha consegnato una copia a veronica, la quale ha preteso che venisse scritta «la circostanza in cui è avvenuto questo illecito. Praticamente ho fatto mettere nero su bianco al vigile che mi sono avvicinata senza mascherina per farmi capire, ma dalla copia che mi ha dato non si riesce a leggere: la grafia è pessima».

Una cosa è sicura, la ragazza non è intenzionata a corrispondere la somma richiesta. «Mercoledì è scaduto il termine per pagare il verbale in misura ridotta (280 euro anziché 400, ndr). Non ho pagato in forma ridotta e non voglio pagare: voglio impugnare la multa. Quello che è successo non è giusto. Mi farò aiutare anche da un avvocato», attacca. «Quello che mi ha ferito profondamente è l’indifferenza, è la mancanza di rispetto verso chi ha una reale difficoltà, è rendersi sempre più conto che siamo vittime di un morbo forse più pericoloso del virus stesso: l’ignoranza».

Cristina Gauri

8 Commenti

  1. elicotteri a caccia di pensionati da soli con il cane su spiagge deserte….

    parte seconda.

    a proposito, lo stacco profondissimo ed irreparabile verso TUTTI gli uomini in Uniforme, a fianco dei quali ci eravamo sempre schierati,per dei valori condivisi di Patria e di Bandiera,si era comunque già consumato mesi fa.

    ora nulla cambia,

  2. Se i fatti stanno a ‘sta maniera da “settimana enigmistica” saranno i suoi stessi colleghi a fargli un mazzo così!

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