Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 16 ott – Tutti contro Vincenzo De Luca. La decisione del governatore campano di chiudere le scuole della regione fino al 30 ottobre (ma il sindaco di Napoli Luigi De Magistris è convinto che le terrà chiuse fino a Natale) per via dell’aumento dei contagi di coronavirus scatena le ire di tutti. Dai presidi ai sindacati di settore, dal governo giallofucsia all’opposizione, l’ordinanza dello “sceriffo” campano è stata solennemente bocciata. Resta però un precedente pericoloso, visto che – per esempio – il governatore lombardo Attilio Fontana sta valutando la possibilità di rispedire a casa gli studenti degli ultimi anni delle superiori, alleggerendo gli assembramenti sui trasporti con la didattica a distanza. Anche il governatore dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini avverte che se i contagi aumentano si dovrà ricorrere alla didattica a distanza oppure a orari differenziati per le scuole, spalmando il calendario delle lezioni su tutta la giornata.

Azzolina: “Didattica a distanza non aiuterebbe a tutelare salute ragazzi”

Dal canto suo, la “ministra” grillina dell’Istruzione Lucia Azzolina ribadisce il suo no alla chiusura. “La didattica a distanza al 100%, così come chiesto in questi giorni da qualcuno, non aiuterebbe a tutelare la salute dei ragazzi, che andrebbero comunque a soddisfare la loro legittima voglia di socialità in altri luoghi”, avverte la Azzolina. “Gli studenti e le studentesse sono felici di essere rientrati a scuola. Il nostro dovere – sostiene la “ministra” – oggi più che mai, è invece proteggerli. I nostri dirigenti scolastici e tutto il personale scolastico sono stati un’estate intera col metro in mano, lavorando insieme al ministero, per mettere in sicurezza la scuola. Sì alla Dad per i ragazzi. No alla Dad contro i ragazzi”.

Presidi: “Decisione di chiudere penalizza soprattutto i più piccoli”

A sentire i presidi, sulla scorta dei dati sui contagi nelle scuole, che dimostrano quanto siano più sicure di altri posti, forse l’ordinanza di De Luca avrebbe potuto essere ripensata. Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi (Anp) commenta: “Non posso conoscere quale valutazione abbia compiuto il presidente De Luca nell’interesse dei suoi cittadini, credo però che la chiusura generalizzata debba essere un fatto estremo”. Per il rappresentante dei presidi italiani la decisione di chiudere le scuole penalizza soprattutto i più piccoli, “perché per loro la didattica a distanza si è visto che, a differenza dei ragazzi delle superiori, non funziona. Per non parlare dei problemi per i portatori di disabilità o per quanto riguarda l’insegnamento nei laboratori”.

Manfredi (Università) si augura incontro a breve con governo e regioni

Anche per il ministro dell’Università Gaetano Manfredi, il governatore campano avrebbe dovuto evitare la chiusura totale. “Di fronte all’avanzamento della pandemia è legittimo avanzare una riduzione dell’impatto degli studenti sulla mobilità. Questo si sarebbe potuto fare con un sistema più flessibile senza un’ordinanza, utilizzando un principio di concertazione e che avrebbe consentito di garantire più flessibilità nelle scelte”. Intervistato dal programma TgTg di Tv2000, il ministro si augura che “nelle prossime ore ci sia un colloquio importante tra le regioni, il governo e le istituzioni interessate come l’Università per cercare di modulare questi interventi rispetto a quelli che sono i reali problemi. Si potrebbero lasciare le matricole in aula e laddove ci sono situazioni di scarso contagio si può garantire una maggiore flessibilità della didattica in presenza lasciando all’autonomia degli atenei la scelta. Questa mi sembra la decisione migliore”.

Nodo trasporti, Decaro: “Scaglionare ingressi a scuola”

Il nodo trasporti è il primo da sciogliere. Se – come fa presente anche Bonaccini – non si incrementano i mezzi pubblici, gli assembramenti resteranno inevitabili. Ma non per questo ci devono rimettere gli studenti. “L’opzione migliore per evitare gli assembramenti a scuola e su trasporto pubblico locale è scaglionare gli ingressi a scuola, spostando almeno di un’ora gli ingressi delle scuole superiori”. E’ la posizione espressa dal presidente Anci, il sindaco di Bari Antonio Decaro, durante la riunione di oggi con i governatori e il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia. “Vanno individuate le linee del trasporto pubblico locale sovraccariche e verificare dove le regioni stanno destinando le nuove risorse (Ncc, bus privati o altre aziende di trasporto regionali)”, è l’indicazione data da Decaro.

Boccia: “Necessaria flessibilità da parte di tutti”

Per il ministro Boccia, “la richiesta avanzata da Decaro sullo scaglionamento orario degli ingressi a scuola è molto puntuale, i sindaci hanno contezza di quello che accade nei loro comuni e sanno se ci sono delle ore in cui il traffico è congestionato o ci sono delle linee di autobus sovraffollate. E’ necessaria un po’ di flessibilità da parte di tutti gli attori in campo“, spiega il ministro. “E’ evidente che i territori non sono tutti uguali, è consigliabile per le Regioni non penalizzare i piccoli borghi o i piccoli centri che non hanno le stesse problematiche di alcune zone delle città metropolitane, assumendo decisioni unilaterali. Ascoltare i sindaci prima di decisioni importanti è fondamentale”.

Per adesso il governo non intende impugnare l’ordinanza di De Luca

Il dato politico è che per adesso il governo giallofucsia non intende impugnare l’ordinanza di De Luca. Una posizione attendista – in linea con quella del premier Giuseppe Conte, che dice di aspettare di vedere come vanno i contagi nei prossimi giorni – che però penalizza appunto studenti (e famiglie). Il tutto quando – lo dicono i numeri – la scuola è uno dei luoghi più sicuri del Paese, al momento.

Adolfo Spezzaferro

 

2 Commenti

  1. Non capisco questa continua menzogna dei contagi a danno dei piu’ deboli, la Costituzione viene ogni giorno calpestata da un qualsiasi ducetto di periferia e le opposizioni fanno sentire poco la loro voce direi !
    Nel resto d’Europa le scuole sono aperte e gli studenti ci vanno a scuola senza problemi e addirittura ci sono paesi che non hanno mai chiuso niente al contrario di sti fenomeni da baraccone che abbiamo in politica qui in Italia , spero quanto prima che le opposizioni si sveglino o dobbiamo aspettare un 8 settembre ?

Commenta