Roma, 17 dic – Tra cocktail e puzzle, il problema è sempre l’incapacità di decifrare in partenza gli effetti del risultato finale. Nella fattispecie il mix di vaccini spaventa e non poco il virologo Andrea Crisanti, perché a suo avviso non vi sono dati certi al riguardo.

Mix vaccini, Crisanti tuona: “E’ una follia, non ci sono dati”

E’ stata creata una follia“, tuona ad Agorà, su Rai3, il direttore del laboratorio di microbiologia dell’università di Padova. “Inizialmente in Italia c’erano due categorie, i guariti e i non infettati. Poi, abbiamo avuto 4 diversi vaccini. Poi, abbiamo fatto la seconda dose mischiata, creando 24 tipi diversi di immunizzazione. Adesso si dà la possibilità di fare la terza dose con Pfizer o Moderna, abbiamo 48 regimi di immunizzazione: una cosa mai vista“, sottolinea Crisanti ad Agorà.

Oltretutto secondo il professore soltanto l’Italia si è mossa in questo modo, senza avere alcuna certezza sui benefici effettivi. “Come si fa calcolare la protezione della popolazione sulla base di 48 situazioni immunologiche? E’ stata creata una follia, come microbiologo sono indignato per il modo in cui è stata creata questa situazione. Gli altri paesi non hanno fatto questo pasticcio“, dice Crisanti. “Conosciamo i dati sulla durata dei vaccini sulla base dei trial delle aziende farmaceutiche: Pfizer ha fatto i trial con 3 dosi Pfizer, ma non sappiamo nulla” riguardo ai dati “relativi alla combinazione” tra diversi vaccini.

“Nessuno ha fatto uno studio”

Lo stesso Crisanti aveva evidenziato il problema del mix di vaccini, già tre giorni fa a L’Aria che tira, su La7. “Non abbiamo dati, non sappiamo quale sia la protezione”, aveva sottolineato il microbiologo. “Un’informazione necessaria nel prossimo futuro riguarda la protezione per la popolazione. I dati li otteniamo dai trial delle case farmaceutiche, che si sono concentrate su singoli vaccini. Non ho dubbi che la vaccinazione eterologa protegga per un certo periodo, ma non abbiamo di fatto i dati per capire chi è più o meno protetto. Nessuno sa quale sia la combinazione migliore, perché nessuno ha fatto uno studio“. E ancora: “Noi facciamo riferimento a dati di Pfizer e Moderna che sono coerenti con una vaccinazione basata su due dosi di un unico vaccino. Noi abbiamo creato diversi regimi di immunizzazione e diventa difficile quale sia l’effettivo livello di protezione e molte decisioni in futuro si baseranno sul livello di protezione della popolazione, non sul numero di vaccinati”.

Alessandro Della Guglia

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