Washington, 1° set – L’altro ieri sera si è spento A. James Gregor. Professore emerito di scienza politica a Berkeley, Università della California, lo storico e politologo americano era uno dei più grandi esperti di dottrina fascista a livello mondiale. Di origini italiane, Gregor era nato a New York nel 1929 e da qualche mese aveva compiuto 90 anni. Malato da tempo, il decano di Berkeley lascia una grande eredità scientifica alle nuove generazioni di studiosi.

L’ostracismo delle università italiane

Conosciuto in tutto il mondo per i suoi studi sul fascismo, le sue opere sono state pubblicate dalle più prestigiose case editrici statunitensi. In Italia, invece, molti editori hanno opposto resistenza alla loro traduzione a causa delle tesi «politicamente scorrette» dell’autore. Nella sua corposa produzione scientifica, infatti, A. James Gregor ha più volte rimesso in discussione certa vulgata storiografica di matrice antifascista, andandosi così a scontrare con gli interessi dell’accademia italiana. Per questo motivo, alcune sue opere sono state sì tradotte nella nostra lingua, ma hanno trovato accoglienza solo presso case editrici minori.

Il fascismo secondo A. James Gregor


Il contributo di Gregor al dibattito storiografico sul fascismo è stato per molti aspetti fondamentale. Fu tra i primi a ricostruire in maniera rigorosa la teoria politica fascista, peraltro in tempi in cui il pontifex maximus della cultura italiana, Norberto Bobbio, sosteneva che il fascismo non avesse mai avuto un’ideologia. Grazie a una padronanza delle fonti primarie che è rimasta pressoché ineguagliata nel mondo anglosassone (ma anche italiano), A. James Gregor ha analizzato gli scritti di Mussolini, Giovanni Gentile, Sergio Panunzio, Roberto Michels, Giuseppe Bottai e tanti altri, dimostrando come l’ideologia fascista poggiasse invece su solide basi razionali e scientifiche, qualificandosi anzi come un originale e autorevole sistema di pensiero politico. Gregor sostenne – con largo anticipo sulle tesi di Zeev Sternhell – che l’ideologia fascista rappresenta l’incontro di nazionalismo e socialismo, oltre la destra e la sinistra, trovando la sua sintesi nello Stato etico e corporativo.

Valerio Benedetti

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