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Roma, 17 nov – La guerra al Natale condotta da una certa parte di scienziati e virologi non sembra conoscere sosta. Ormai è chiaro come la festività del 25 dicembre sia stata elevata a nemico pubblico numero uno, coi suoi pericolosi riti familiari e religiosi, trovandosi, da alcune settimane, al centro di un intenso fuoco di fila, ad alzo zero: e se da un lato abbiamo il Presidente del Consiglio, novello precettore che ci invita a ritrovare lo spirito essenziale del Natale, che a suo dire non sarebbe fatto solo di cenoni, tavolate e assembramenti casalinghi, i virologi vanno invece al sodo e chiedono misure draconiane per impedire riunioni familiari.

Ultimo in ordine di tempo, Andrea Crisanti, che da tempo assieme a Massimo Galli ci ha abituato a prese di posizione drastiche e ad un racconto dell’epidemia ai limiti dell’escatologico. “Stiamo imponendo un sacrificio importante agli italiani e stiamo accettando un sacrificio sociale importantissimo, con 500 morti al giorno, e poi che facciamo, riapriamo a Natale per rifare tutto il casino fatto in Sardegna quest’estate e ricominciare da capo? Questo e’ moralmente inaccettabile” dichiara ai microfoni di Rai3. Purtroppo, avrà pensato, non è immaginabile abolire tout court la festività e quindi la soluzione proposta rimane un po’ ambigua e sospesa, limitata a un non poter riaprire e mantenere la gente reclusa. Non aprire a Natale, per altro, significa condannare le molte Regioni rosse a un lockdown di due mesi, visto che siamo ancora a novembre, con tutte le conseguenze di ordine sociale ed economico facilmente intuibili.

Che ai virologi e agli scienziati, o meglio a una parte di loro, agli hard-liners, poco importi quel che accadrà alla società e che la loro mentalità sia da “si sconfigga il virus a qualunque costo, anche se quel costo sarà forse più pesante di quello di una convivenza col virus” lo abbiamo chiaramente compreso ormai da mesi; da quando, cioè, le televisioni, gli organi di stampa, i talk radiofonici sono stati letteralmente occupati da scienziati che prendono posizione su tutto, consigliando di vietare tutto il vietabile e di tenere in cattività milioni di italiani a tempo indefinito. Verrebbe quasi da domandarsi, ma se trascorrono le loro giornate a esternare continuamente, quando trovano il tempo di fare ricerca scientifica per contribuire davvero alla lotta contro il coronavirus?

Cristina Gauri

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2 Commenti

  1. Eccolo il comunista crisantemi,esimio esponente della decrescita felice,primo esponente di coloro che hanno in odio il benessere economico ed il buon vivere di tanta parte della italica popolazione………..da uno che ci vuole in casa sotto una dittatura militare sinistra piddina,agevolata dai poltronari stellini,cosa possiamo aspettarci………dove erano i crisantemi,i galletti,i ricciarelli ed i burroni quando la sanità italiana veniva distrutta da monti, sinistra ignobile ed ancora prima dalla presunta destra pdl?????????. Ora vogliono distruggere la nostra società,la nostra ricchezza,la nostra economia in nome della loro insipienza ed incompetenza………..in un anno solare non hanno combinato un emerito cavolfiore, mentre molti medici curano i pazienti al domicilio privato,questi sono ancora a discutere di presunti protocolli e sull’utilizzo o meno della mascherina………. vergogna e vomito

  2. spero che crisanti e galli muoiano di covid prima di Natale, così non avranno la soddisfazione di vedere distrutta una nostra tradizione.

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