Roma, 19 gen – Ha stupito molti il comunicato rilasciato il 14 gennaio dalla nota organizzazione per la difesa dei diritti umani Amnesty International che ha, seppur con molto ritardo, identificato nel sistema italiano del cosiddetto “super green pass”, dei principi di discriminazione verso quei cittadini che hanno scelto di non aderire alla campagna vaccinale.

Amnesty contro il super green pass: il comunicato

I toni del comunicato non sono, come si può facilmente intuire, di condanna nei confronti del governo ma pongono l’attenzione su alcuni aspetti pericolosi circa l’utilizzo della super certificazione verde. L’organizzazione afferma infatti come il green pass rafforzato debba essereun dispositivo limitato nel tempo” e sollecita il governo a “continuare a garantire che l’intera popolazione possa godere dei suoi diritti fondamentali, come il diritto all’istruzione, al lavoro e alle cure”, proponendo l’utilizzo di misure alternative a quelle in vigore come ad esempio “l’uso di dispositivi di protezione e di test Covid-19 – per permettere anche alla popolazione non vaccinata di continuare a svolgere il proprio lavoro e di utilizzare i mezzi di trasporto, senza discriminazioni”.

Sull’obbligo vaccinale invece, Amnesty propone di adottare la strategia dell’aumento delle vaccinazioni attraverso l’adesione volontaria e consapevole alla campagna vaccinale e di utilizzare la misura dell’obbligo vaccinale solo come ultima istanza, limitata nel tempo e che eventualmente soddisfi “i principi di legalità, legittimità, necessità, proporzionalità e non discriminazione”. Principi che, dati alla mano, per la maggior parte non sarebbero rispettati da un eventuale obbligo vaccinale diffuso, al quale Amnesty si è detta nettamente contraria.

Stato di emergenza: per Amnesty vanno scongiurate altre proroghe 

Il comunicato tratta anche i recenti prolungamenti dello stato di emergenza e invita il governo “a riconsiderare attentamente se prorogare la misura oltre il 31 marzo 2022, in quanto tutte le misure di carattere emergenziale devono rispondere ai principi di necessità, temporaneità e proporzionalità.”
Da notare che Amnesty, nel settembre 2021, è salita alla ribalta per via della promozione di una grande campagna mediatica chiamata “100 day countdown: 2 miliardi di vaccini ora”, dedicata alla distribuzione di vaccini anti Covid nei Paesi più svantaggiati del mondo. Di certo, adesso, nessuno potrà definirla una pericolosa organizzazione no-vax.

Aron Biasiolli

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3 Commenti

  1. Bene! Allora non eravamo noi i soli a dirlo! Mi piacerebbe conoscere il vero interesse di tutto questo, dopotutto, con i dati attuali, anche un inesperto potrebbe affermare che è l’inizio di endemizzazione, pertanto, questa è l’inizio della vera immunità di gregge.

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