Livorno, 28 gen — Il super green pass mette alla porta la nipote di una superstite dei campi di concentramento: succede a Livorno, dove Sarah Rugiadi, nipote di Frida Misul — autrice nel 1946 di una delle prime testimonianze letterarie di deportati italiani nel campo di concentramento di Auschwitz — non potrà essere ammesso all’evento che commemora sua nonna perché sprovvista del pass vaccinale rafforzato che il governo ha reso obbligatorio per l’accesso ai musei.

Ne dà lei stessa la notizia su Facebook: «Sono la nipote di Frida Misul, con mio padre da anni portiamo avanti la memoria anche testimoniando nelle scuole. Non sarò ammessa a questo evento che commemora mia nonna perché non basta certificare che non ho il Covid e non metto in pericolo nessuno», denuncia la donna. «Semplicemente non ho il lasciapassare adatto. Buona giornata della memoria a tutti, grazie».

La nipote della deportata Frida Misul messa alla porta da un Museo: non ha il super green pass

La mostra si terrà dal 27 al 30 gennaio al Museo Civico Giovanni Fattori di Livorno, città natale della Misul. «In questa occasione», spiega la direzione del museo su Facebook  «saranno visibili alcuni documenti originali a lei appartenuti e il taccuino con le sue memorie ad oggi conservati negli archivi del Museo Giovanni Fattori. Livorno, città cosmopolita, dove i granduchi di Toscana furono sempre tolleranti con gli israeliti, vide il formarsi di una comunità aperta, quella livornese, dove non esisteva un ghetto, e dove vigeva l’assoluta libertà di culto». Il Museo passa poi a descrivere le opere esposte all’interno della mostra. «Si propone un percorso guidato all’interno delle sale del museo prendendo visione delle opere di alcuni artisti macchiaioli di fede ebraica, tra gli altri: Serafino De Tivoli, Vittorio Matteo Corcos, e Ulvi Liegi». Infine la specifica sulle modalità di accesso: «I gruppi devono essere costituiti da un massimo di 15 persone, è necessario essere in possesso del green pass rafforzato e indossare la mascherina».

Entrambi i post hanno suscitato un’ondata di commenti a sostegno della signora Rugiadi. A decine gli utenti Facobook hanno manifestato solidarietà alla nipote della superstite stigmatizzando duramente la decisione del Museo Fattori.

Cristina Gauri

La tua mail per essere sempre aggiornato

5 Commenti

  1. e BASTA, rompere le scatole con questa shoa:
    sono ottant’anni che ci scartavetrano i maroni con le loro menate…
    credono di esser morti solo loro,durante la WW2?

    abbiamo altri problemi,oggi…
    ed è ora che queste cose restino sui libri di storia,
    che è quello il loro posto.

    nel merito di questo articolo,le regole sono quelle e valgono per tutti,ANCHE per la “nipote di” ecc:
    o per il solo fatto di avere avuto un parente morto nei campi ottant’anni prima…..
    deve SEMPRE avere agevolazioni varie e occhi di riguardo per lei,
    tutta la vita?

Commenta