Roma, 12 mag – Dopo aver pregato con 500 nomadi e ricevuto i 14 rom a cui il comune di Roma ha assegnato una casa a Casal Bruciato, Papa Francesco si è prodigato per far riattivare la corrente elettrica in uno stabile occupato dai centri sociali di Roma. “Sono intervenuto personalmente, ieri sera, per riattaccare i contatori. E’ stato un gesto disperato. C’erano oltre 400 persone senza corrente, con famiglie, bambini, senza neanche la possibilità di far funzionare i frigoriferi”. Così ha dichiarato all’Ansa il cardinale elemosiniere Konrad Krajewski, braccio destro del Papa per quanto riguarda le situazioni di disagio.

“Non l’ho fatto perché sono ubriaco”, ha specificato Krajewski. Nei giorni scorsi gli occupanti si erano appellati ai cittadini, sperando di ricevere un aiuto: “Qui vivono 420 persone (tra cui 98 minorenni) e ci sono 25 realtà culturali. Ma non sarà certo il buio a fermarci. Questo è un’appello alla città di Roma”. Spin Time, stabile occupato dal movimento Action di via Santa Croce in Gerusalemme, dal 6 maggio scorso era infatti senza acqua e senza luce. All’interno, oltre alle persone che ci risiedono, vi sono anche un’osteria, un laboratorio di birra artigianale, una falegnameria e una sala prove.

E’ un palazzo occupato dall’ottobre 2013 e stando a quanto dichiarato dai centri sociali che lo gestiscono, il comune di Roma non è intenzionato a saldare le bollette della luce arretrate. Il 6 maggio la società Hera, che fornisce l’energia elettrica, ha provveduto a staccare la corrente a causa della morosità. A quanto pare il debito accumulato in meno 6 anni ammonta a oltre 300 mila euro. Ecco, chissà cosa dirà adesso la Raggi. Dopo i continui tentativi volti a far sgomberare lo stabile di via Napoleone III occupato da CasaPound, se la prenderà adesso con Papa Francesco che ha fatto riattivare la luce in un palazzo occupato dai centri sociali?

Alessandro Della Guglia

 

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17 Commenti

  1. Nessuno ha pagato gli arretrati, il “buon cristiano” ha volgarmente strappato i sigilli per riattivare i contatori quindi sarà presentato un esposto in procura contro ignoti.
    Intanto i soldi ce li mettono gli altri clienti di Hera (se c’è un ammanco alla fine si spalma sulle bollette di tutti i clienti e come al solito “son buoni tutti a fare i froci col culo degli altri”).

  2. 300.000 euro diviso 420 persone sono circa 700 euro cadauno in meno di 6 anni. Con un minimo di buona volontà, se tutti avessero tirato fuori pochi euro a testa ogni mese, non sarebbero in questa situazione. Le famiglie di via Napoleone III pagano regolarmente ogni bolletta, per quanto mi risulta

    • Marco Ferro, 700 euro a testa, e se una famiglia ha 4 figli, deve portare fuori 4200 euro? La luce si paga in base ai consumi, non a testa

  3. Messaggio molto chiaro……… se sei un italiano onesto e lavoratore devi pagare,subire,essere suddito e schiavo, mantenere la casta burocrate cattocomunista,rom e froci di varie etnie compresi……..se sei un centro sociale tutto ti è concesso, impunità assoluta, nessun magistrato osa toccarti poiché non esiste il reato d presa per il culo e odio razziale contro gli italiani che sono vittime di questo sistema marcio……….. gli italiani che ancora pagano tasse , tariffe e bollette varie devono stare muti e silenti altrimenti rischiano una denuncia d’ufficio………… Ovviamente la vigliacca stampa comunistoide tace su questo ignobile schifo. Da vomito.

  4. Ma el papa globalista ha cacciato fuori i soldi per riattivare la luce? O come al solito lui fà il buono come con gli immigrati e poi ci fà pagare sempre a noi?

  5. Caro Alessandro della Guglia, sei un ignorante e non un giornalista. Ma che diavolo significa”stabile occupato dai centri sociali”? Cosa sono i “centri sociali”, delle persone? Degli enti spirituali? Ma come si fa a fare informazione così, con persone che non sanno neanche scrivere? E’lo stabile occupato ad essere un centro sociale semmai. Somaro! Primato nazionale dell’ignoranza. Che schifo!

  6. […] Roma, 15 mag – Ormai è prassi che la “galassia nera” di CasaPound (o CassaPound, secondo gli Sherlock Holmes dell’Espresso) venga periodicamente scandagliata, processata e messa al rogo perché alcuni dei suoi esponenti si sono macchiati del delitto di detenere esercizi o imprese commerciali, in regola con il pagamento delle tasse e che regolarmente danno lavoro ad altre persone. Prassi un po’ meno consolidata invece è che i sedicenti investigatori si occupino di un’altro tipo di galassia, quella del business – tutto rigorosamente esentasse ma florido nel settore irregolarità e degrado – che gira intorno ai centri sociali della Capitale adibiti a locali per divertimento notturno. Quando cioè l’emergenza abitativa e il “bisogno di riappropriarsi degli spazi della città per creare nuove esperienze di integrazione sociale” vengono usati come paravento per attività lucrative a tasse zero, spese minime, senza la minima misura di sicurezza e immerse nel degrado e nello spaccio. In quale buco nero vadano a finire questi soldi è un mistero: sicuramente quelli guadagnati da Spin Time Labs non venivano utilizzati per pagare l’elettricità del palazzo di via Santa Croce in Gerusalemme. […]

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