Roma, 19 lug – Cos’hanno in comune un wurstel e il gas nervino? Che entrambi – non ridete – rientrano nell’elenco delle sostanze cancerogene redatto qualche anno fa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Un po’ come se un caccia F35 e lo spadino di plastica che il vostro nipotino usa con il costume carnevalesco da moschettiere finissero nella stessa lista di armi pericolose.

Con questa premessa si può guardare con maggiore leggerezza all’ultimo rapporto dell’OMS che, nella sacrosanta lotta alle malattie non trasmissibili, ha deciso di sferrare un duro attacco alle bevande alcooliche e agli alimenti in cui c’è un eccesso di sale. Fra i quali alimenti parrebbe rientrare una delle eccellenze della nostra cucina e della nostra stessa cultura, il Parmigiano Reggiano, formaggio che vanta innumerevoli, e discutibili, tentativi di imitazione.


Il rapporto – che ha già avuto grande risalto sulla stampa italiana – non lo cita espressamente, così come non cita alcun alimento specifico, ma stabilisce una serie di indicazioni che andrebbero suggerite agli Stati perché, migliorando lo stile alimentare dei loro cittadini, possano ridurre l’impatto di certe malattie.

Il titolo del paragrafo in cui si parla degli alimenti con troppo sale recita testualmente “ridurre una dieta poco salutare”, e fa riferimento a campagne di sensibilizzazione, e all’uso di etichette che evidenzino i possibili danni derivanti dal consumo di determinati alimenti.

Ora, già fa sorridere che i ministri della sanità di Kenya, Tonga, Emirati Arabi e Stati Uniti (per citare alcuni dei membri della commissione) vengano a insegnare agli Italiani, o ai Francesi, o ai Greci, e via dicendo, i segreti di una dieta sana. Fa sorridere un po’ meno il fatto che fra i suggerimenti ci sia l’aumento delle tasse sul vino, il divieto di pubblicità, e l’uso, anche in questo caso, di etichette terrorizzanti, e speriamo di cuore che non usino a tal fine qualche foto del Presidente della Commissione Europea. Ma che una forma di Parmigiano possa essere considerata un alimento pericoloso, da parte di un organismo che, a puro titolo di esempio, non considera dannosa la Coca Cola light (utilissima come disgorgante per lavandini e vasche da bagno, e potete immaginarne l’effetto sullo stomaco), francamente è troppo. La spiegazione, peraltro, potrebbe essere ricercata nel fatto che, a differenza del Consorzio del Parmigiano Reggiano, la Coca Cola finanzia l’OMS, ma non vorremmo essere tacciati di complottismo, e quindi non lo diciamo.

Questo rapporto non verrà messo ai voti a settembre, come sembrava, ma diventerà una dichiarazione politica, che non sarà vincolante verso nessuno, ma che potrebbe avrebbe degli effetti disastrosi sul nostro export, ovvero su un giro d’affari di decine di miliardi di euro.

Nell’attesa della votazione, e con la speranza che i delegati dell’OMS possano rinsavire, vale la pena di godersi una scaglia di Parmigiano, magari accompagnato da un buon bicchiere di vino. Senza esagerare, altrimenti rischiate che il ministro della salute di Tonga venga a farvi una ramanzina.

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3 Commenti

  1. Secondo me non passerà mai una cosa del genere ,troppi paesi danneggiati scenderebbero in campo per difendere le loro eccellenze alimentari e il relativo bussines. Inoltre la tabella dell’OMS è quantomeno discutibile la coca cola è il modo più economico per lucidare i metalli ,come cavolo fa a essere salutare?

  2. …….la follia dilaga liberamente,; c’è da mettere un freno alla demenza : demenza che assurge a livello mondiale…anche i beduini hanno diritto di parola..

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