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Milano, 4 mar – La saga dei furbetti del reddito di cittadinanza si arricchisce dell’ennesimo capitolo. Sono ormai all’ordine del giorno le scoperte di casi riguardanti cittadini che percepiscono indebitamente il sussidio tanto voluto dal Movimento 5 Stelle: lavoratori in nero, spacciatori, ladri, immigrati irregolari, o persone che, non avendo diritto al reddito,  semplicemente attestano false dichiarazioni su reddito, abitazione, composizione del nucleo famigliare.

Stavolta i furbetti sono due fratelli marocchini di cinquantanove e sessantuno anni, residenti a Sesto San Giovanni, che prima di essere scoperti e denunciati hanno percepito dallo Stato assegni per un totale di 6.500 euro, senza averne diritto.

L’inganno è stato scoperto dall’amministrazione comunale del comune meneghino, dopo aver ricevuto dall’Istituto nazionale di previdenza sociale la documentazione che certificava la presenza di dichiarazioni mendaci sulla residenza dichiarata dai due fratelli e sulla composizione del nucleo famigliare. I due nordafricani avevano infatti attestato di vivere da soli, ma tale affermazione è stata smentita in seguito dalle verifiche anagrafiche: i due dividevano la stessa casa in via Leopardi, proprio a Sesto San Giovanni. Dal luglio del 2019 a oggi i due fratelli marocchini avevano percepito indebitamente sussidi dall’Inps per un totale di 6.500 euro: 3.500 euro in sette mesi il 61enne e 3.000 in sei mesi il 59enne.

Il primo cittadino di Sesto, Roberto di Stefano, è intervenuto così sulla vicenda: “Quando i furbetti tentano di frodare lo Stato e vengono beccati con le mani nel sacco è sempre un’ottima notizia. È vergognoso che ci sia gente che pensi di campare sulle spalle degli altri percependo un sussidio senza alcun diritto“. E conclude: “Mi auguro che vengano fatti sempre più controlli sulle domande presentate per ottenere il reddito di cittadinanza: come amministrazione comunale siamo in prima linea per eventuali verifiche su dichiarazioni false, al fine di scovare i delinquenti e allo stesso tempo tutelare i cittadini perbene”.

Cristina Gauri

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