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Roma, 20 gen – Scandalo permessi di soggiorno falsi in Emilia-Romagna. Fabio Loscerbo, avvocato 39enne del foro di Bologna particolarmente impegnato nella difesa dei diritti degli immigrati e noto sostenitore della sinistra emiliana, è finito agli arresti domiciliari con l’accusa di falso ideologico in atto pubblico per induzione in errore, contraffazione e utilizzo di documenti al fine di determinare il rilascio del permesso di soggiorno e favoreggiamento della permanenza in clandestinità nel territorio dello Stato. Arrestato anche un collaboratore di Loscerbo, un tunisino di 57 anni, con le medesime accuse. Stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, i due avrebbero escogitato un sistema a pagamento per rispondere a centinaia di richieste di permesso di soggiorno per protezione internazionale, con l’espediente di fare risultare fittiziamente la propria dimora nel territorio bolognese.

Durante le perquisizioni, la squadra Mobile della Questura di Bologna ha sequestrato circa 200mila euro in contanti a Loscerbo. L’avvocato, soltanto nel 2018, aveva presentato più di 800 istanze di fissazione di appuntamento per altrettanti cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale. Secondo gli inquirenti, nelle diverse comunità di extracomunitari, si era diffusa la notizia che bastava rivolgersi a Loscerbo per ottenere con facilità un permesso di soggiorno.

Sostenitore della sinistra

Lo stesso legale bolognese, che si era candidato a sindaco del comune di Malalbergo con una lista presentata come “multietnica”, è conosciuto per essere un sostenitore del candidato governatore della sinistra Stefano Bonaccini. Negli ultimi mesi sui social non aveva nascosto queste sue simpatie, anzi. Proprio per questo è arrivata via Facebook la stoccata di Matteo Salvini: “Arrestato a Bologna per giro di permessi falsi ai clandestini, beccato con 200mila euro in contanti in casa! Bell’esempio di campione della sinistra buonista dei porti aperti… per MANGIARCI SU! Vergogna dell’Emilia-Romagna e dell’Italia”. Così ha sentenziato il leader della Lega.

Alessandro Della Guglia

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