Roma, 9 nov- Parola d’ordine: proteggere i confini. La Polonia ha schierato 12mila soldati e sta tentando così di respingere l’ondata di immigrati che dalla Bielorussia provano ad entrare in territorio Ue. Fa di tutto per impedire l’ennesimo afflusso di clandestini, anche perché soltanto nel 2021 ha registrato più di 23mila ingressi di immigrati illegali provenienti da est.



“Il confine della Polonia non è solo una linea su una mappa, bensì è sacro”, ha scritto ieri su Facebook il premier polacco Mateusz Morawiecki. Proprio per difendere questo confine “generazioni di polacchi hanno versato il loro sangue”. E ancora: “Di fronte alla minaccia la difesa del confine dovrebbe essere qualcosa di assolutamente ovvio ed essere fondata sul consenso di tutte le forze politiche”.

La Germania in soccorso della Polonia che difende il confine d’Europa

Intanto, a fare pressioni su Bruxelles per un aiuto concreto alla Polonia, è il governo tedesco. “La Polonia o la Germania non possono farcela da sole“, dichiara al quotidiano Bild il ministro dell’Interno ad interim, Horst Seehofer. Dunque, secondo Berlino, l’Ue deve “agire” al più presto e aiutare Varsavia a bloccare il flusso di clandestini che provano ad attraversare illegalmente il confine tra Bielorussia e Polonia. Seehofer, nella stessa intervista rilasciata alla Bild, afferma che è giusto sostenere la decisione polacca di costruire un muro alla frontiera. “Non possiamo criticarli per aver protetto i confini esterni dell’Ue”, dice il ministro tedesco. “Non attraverso l’uso di armi da fuoco ovviamente, ma con altri mezzi che sono disponibili”. Una barriera che in questo momento Berlino considera particolarmente utile visto che molti immigrati che premono sul confine polacco sostengono di volersi recare in Germania.

La Bielorussia respinge le accuse

Nel frattempo la Bielorussia respinge le accuse della Polonia, sostenendo di non essere affatto coinvolta nella crisi migratoria e di non aver affatto spinto i clandestini verso il confine. Il ministero della Difesa di Minsk dice che le accuse polacche “sono infondate”, specificando che Varsavia “non mira a risolvere in modo costruttivo il problema, portando deliberatamente l’attuale conflitto a livello politico”. Nella giornata di ieri il ministero della Difesa della Polonia si è incontrato con l’addetto militare bielorusso, Alexey Bortnik, sulle “violazioni del confine polacco presumibilmente commesse dai militari bielorussi e il loro coinvolgimento nella crisi migratoria”. Tuttavia, secondo il ministero della Difesa bielorusso, “non è stata presentata alcuna prova registrata con mezzi di controllo oggettivi”.

Eugenio Palazzini

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