Cannes, 9 nov — Lakhdar Benrabah, il 37enne algerino che ieri mattina ha seminato il terrore a Cannes assalendo tre poliziotti con un coltello e ferendone lievemente uno, «ha un permesso di soggiorno» rilasciato a Napoli e non figurava nelle liste dell’intelligence. Lo ha reso noto il ministro dell’interno francese Gérald Darmanin.



L’accoltellatore di Cannes non era considerato un rischio

Alla base del gesto potrebbe esserci il risentimento per non avere ottenuto un permesso di residenza in Francia. «Da alcune settimane — ha reso noto Darmanin — l’uomo aveva chiesto una carta di residente in Francia. La prefettura non glielo aveva concesso. La prefettura gli ha rilasciato una ricevuta per poter studiare la sua richiesta». Al momento l’algerino, che non ha «precedenti penali in Francia» e il cui nome non compare in alcuno dei servizi di intelligence, lotta «tra la vita e la morte» per le ferite riportate durante le operazioni di fermo. L’uomo «non risulta alcun collegamento con ambienti jihadisti durante la sua permanenza in Italia», rende noto al Giornale una fonte dell’antiterrorismo. In Francia Benrabah non era schedato «S» e quindi non era considerato un rischio per la sicurezza. 

Tra l’Italia e la Francia

Benrabah, originario di Skikda — una città portuale nel nord dell’Algeria — era giunto a Cannes nel 2016. Le fonti investigative italiane interpellate dal Giornale assicurano che l’algerino era sbarcato a Cagliari nel 2008. Lì le autorità lo avevano fotosegnalato e «respinto» con il foglio di via. Come da copione lo straniero era riuscito a rimanere illegalmente nel territorio italiano, fino all’ottenimento di un primo permesso di soggiorno a Napoli nel 2011, dove risiedeva in un «basso» a Forcella. In quegli anni Benrabah si era procurato da vivere prima esercitando la professione di venditore ambulante e poi aprendo una piccola impresa edile fai-da-te. Nel 2018 il permesso di soggiorno rilasciato dalla Questura di Napoli era stato convertito in una carta di soggiorno a tempo indeterminato valida per tutta l’area Schengen.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

1 commento

  1. Sulla base di cosa non era considerato pericoloso?
    Non era un no-vax?
    Era vaccinato?
    Prima e seconda dose?

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