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Roma, 19 ago – Prosegue il ponte aereo Roma-Kabul con nuovi arrivi in giornata dall’Afghanistan, dove i talebani hanno nuovamente sparato sui manifestanti con le bandiere nazionali nel giorno dell’indipendenza. Ancora caos all’aeroporto internazionale della capitale afghana con altre vittime nella calca dei residenti che cercano di lasciare il Paese.



Atterrato a Roma volo militare con 202 afghani evacuati

Il Boeing KC767 dell’Aeronautica Militare proveniente dal Kuwait con 202 afghani evacuati ieri da Kabul con due C130, è atterrato alle 12.40 all’aeroporto di Fiumicino. Subito dopo lo sbarco per tutti la procedura di profilassi sanitaria anti Covid che si svolgerà all’interno del Terminal 5, decentrato rispetto alle altre aerostazioni e sorvegliato dalle forze dell’ordine. Con l’arrivo odierno sono oltre 500 gli ex collaboratori e loro familiari trasferiti in Italia dal giugno scorso quando con l’operazione Aquila 1 furono portati nel nostro Paese 228 afghani.

Il piano di evacuazione Aquila Omnia

La Difesa ha messo in campo per l’operazione Aquila Omnia, pianificata e diretta dal Covi-Comando operativo di vertice interforze, comandato dal generale Luciano Portolano, 8 aerei, 4 KC767 che si alternano tra l’area di operazione e l’Italia e 4 C130J, questi ultimi dislocati in Kuwait, da cui parte il ponte aereo per Kabul. Sono oltre 1.500 i militari italiani del Covi impegnati su disposizione del ministro della Difesa Lorenzo Guerini per il ponte aereo Roma-Kabul. Personale del Joint force hq (Jfhq), del Comando operazioni forze speciali (Cofs), della Joint evacuation task force (Jetf), della Joint special operation task force (Jsoft), del Comando operazioni aerospaziali Am (Coa), della 46esima Brigata aerea, del 14° Stormo dell’Aeronautica Militare, della Task force air di Al Salem (Kuwait). Oltre a tutti i militari delle Forze armate e dei carabinieri preposti alla accoglienza e gestione al loro arrivo in Italia.

Scontri con i manifestanti, talebani sparano sulla folla

Intanto in Afghanistan continuano gli scontri tra residenti e talebani. Numerose persone sono morte nella città di Asadabad quando i talebani hanno sparato sui manifestanti che sventolava la bandiera nazionale durante le celebrazioni annuali dell’indipendenza del Paese dal dominio britannico. Lo riporta l’agenzia di stampa Reuters citando un testimone oculare. Tuttavia non è chiaro se le vittime siano state colpite dal fuoco dei talebani o siano morte in seguito al fuggi fuggi provocato dagli spari. Proseguono gli scontri a Jalalabad. Almeno due persone, un uomo e un ragazzo, sono rimaste ferite oggi nella città dell’est dell’Afghanistan quando i talebani hanno sparato sulla folla che sventolava la bandiera nazionale.

Sale a 12 il bilancio delle vittime all’aeroporto di Kabul

Intanto sale a 12 il bilancio delle vittime da domenica all’aeroporto di Kabul, dove gli afghani cercano di superare i checkpoint dei talebani e di imbarcarsi sugli aerei che stanno evacuando gli occidentali e i loro collaboratori. Migliaia di persone stanno ancora cercando di fuggire dall’Afghanistan attraverso l’aeroporto, ma i talebani continuano a lanciare appelli agli afghani perché tornino nelle loro case. 

Fmi congela prestito 455 milioni di dollari: “Grande incertezza”

Dal canto suo, il Fondo monetario internazionale ha deciso di sospendere i suoi fondi per l’Afghanistan vista l’attuale situazione di “grande incertezza”. Lo rende noto lo stesso Fmi. Il Fondo doveva prestare circa 455 milioni di dollari al Paese la prossima settimana ma ha deciso di congelare il finanziamento. “L’Fmi è guidato dalla comunità internazionale e al momento non c’è chiarezza sul riconoscimento del nuovo governo afghano”, ha dichiarato un portavoce. Anche la Ue intende congelare i soldi. “Dobbiamo fare una distinzione tra aiuti umanitari e l’aiuto allo sviluppo. L’aiuto umanitario dovrà essere incrementato, mentre l’aiuto allo sviluppo deve essere interrotto fino a quando non avremo capito quale sia il comportamento di chi guida il Paese, perché ci sono delle condizioni”. Lo ha detto l’Alto rappresentante dell’Ue, Josep Borrell, in un intervento straordinario al Parlamento europeo. 

In un’intervista al Financial Times, l’ex governatore della Banca centrale afghana ha messo in guardia dal rischio di una crisi finanziaria del Paese a causa del rapido prosciugarsi della liquidità in dollari.

Ludovica Colli

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