Roma, 7 feb — Terremoto a Posillipo per un manifesto pubblicitario finito nell’occhio del ciclone perché definito «sessista» dalle pasionarie di turno: si tratta del maxi cartellone della marca di abbigliamento Monfuso, specializzata, come dice il nome stesso, in fuseaux femminili.

Il cartellone della discordia 

E proprio questo pubblicizza il manifesto della discordia: sette donne girate di schiena, con i generosi deretani fasciati nei leggings di sette colori differenti, davanti al panorama del Golfo, che si intravede in lontananza. «Il panorama più bello del mondo», recita lo slogan, giocando sul binomio golfo-chiappe. E del resto una donna che acquista un paio di fuseaux nutre esattamente questa speranza: che il capo di abbigliamento renderà il proprio didietro «il panorama più bello del mondo», o comunque qualcosa di accettabile. Lo sanno bene le proprietarie di Monfuso: sì perché sono entrambe donne, e si riescono a mettere nei panni di chi vuole acquistare un paio di leggings.

Le femministe impazziscono

La carrellata di glutei multicolor poteva passare indenne dal minuzioso esame dei gendarmi per la parità di diritti di turno? «Non scherziamo», come direbbe Salvini. Qua ci sono tutti gli estremi per una bella rosicata in salsa «Non una di meno»: la mercificazione del corpo femminile — l’immagine di un maschio in boxer con il pacco in evidenza sarebbe, come ovvio, passato sotto silenzio e anzi sarebbe stato oggetto di sguardi nemmeno troppo fugaci — e lo svilimento di una della zone più panoramiche della città in primis. Resta sempre la solita considerazione a margine: se i culi fossero appartenuti a sette donne in sovrappeso, o diversamente magre che dir si voglia, il problema del sessismo non si sarebbe posto. Le femministe non sono disturbate dalla mercificazione della donna, ma dal bello che le fa sentire inadeguate o in competizione con altre donne. 

L’assessore promette battaglia al cartellone sessista 

Alla vista del cartellone l’assessore alla Pari Opportunità, Emanuela Ferrante è trasecolata. «Senza scandalizzarci, in quanto vedo in giro manifesti ben più “fastidiosi” di aziende famose e con testimonial altrettanto famose, mi rattrista molto il messaggio in esso contenuto: ancora una volta, ancora oggi, la donna viene resa oggetto ed apprezzata per tutto, fuorché per ciò che realmente la caratterizza, rappresenta e la valorizza: intelligenza, sensibilità, resilienza».

Una realtà parallela

E’ chiaro che l’«assessora» forse vive in una realtà parallela in cui alle donne non piace essere apprezzate anche per la forma del proprio culo e per come gli indumenti lo vestono; oppure, semplicemente, fa parte di quella schiera di matriarche mancate che vorrebbero sostituirsi alla figura paterna e imporre alle altre donne il proprio pensiero. Chi non si piega al diktat «dimostra di voler conservare quelle differenze e quelle disparità che, purtroppo, ancora esistono e non ci consentono di essere un Paese davvero civile». 

Ancora più perentoria Alessandra Clemente, consigliere comunale di opposizione, che chiede l’immediata rimozione del cartellone. «È riprovevole dover commentare ancora una volta l’utilizzo materiale del corpo delle donne per la solita pubblicità sessista spalmata in bella vista per le strade della città. Una cosa che nel 2022 ci aspettavamo fosse superata, ma evidentemente c’è chi non ha interiorizzato il cambiamento culturale del Paese. Aggiungo che, come stabilito dal decreto Infrastrutture dello scorso novembre, le affissioni di questo tipo vanno immediatamente rimosse, spero si proceda in questo senso nel più breve tempo possibile». Signore e signori, benvenuti nel calvinismo 2.0.

Cristina Gauri

Ti è piaciuto l’articolo?
Ogni riga che scriviamo è frutto dell’impegno e della passione di una testata che non ha né padrini né padroni.
Il Primato Nazionale è infatti una voce libera e indipendente. Ma libertà e indipendenza hanno un costo.
Aiutaci a proseguire il nostro lavoro attraverso un abbonamento o una donazione.

 

La tua mail per essere sempre aggiornato

3 Commenti

  1. “ancora una volta, ancora oggi, la donna viene resa oggetto ed apprezzata per tutto, fuorché per ciò che realmente la caratterizza, rappresenta e la valorizza: intelligenza, sensibilità, resilienza»

    a me risulta che il 99% dei brevetti e la larghissima maggioranza delle lauree in materie “dure” siano quasi totale appannaggio degli uomini.

    riguardo la sensibilità,certo…
    ma solo quella verso le donne,certo non verso gli uomini…
    come ben sa qualsiasi uomo separato o anche non separato ma che vive con gli occhi aperti,
    e nemmeno verso i bambini come dimostrano impietosamente le decine di migliaia di ivg che si fanno ogni anno….e solo nel nostro paese.

    e la resilienza non sanno nemmeno dove stia di casa,visto che pietiscono quote rosa,azioni affermative,aiuti e leggi di genere,si scaricano di ogni responsabilità sia nel penale che nel civile e pretendono in generale
    centomila gentilezze e tutele che NON concedono.

    la stessa “assessora” per le pari opportunità che COSA parifica,in un paese dove quasi tutte le leggi discriminano gli uomini rispetto alle donne?
    che COSA fa di utile,visto che prende soldi pubblici di tutti gli italiani…
    e li utilizza SOLO per le donne,come fanno sempre tutte le cariche di genere?

Commenta