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Roma, 12 ott – Calci, mazzate e sprangate. Così un gruppo di cinesi ha assaltato un presidio indetto dal sindacato Sì Cobas a Prato, picchiando selvaggiamente i manifestanti (in prevalenza pachistani). I fatti risalgono alla giornata di ieri, quando nell’area industriale del Macrolotto 2, con le immagini che mostrano l’aggressione. Un pestaggio in piena regola durante la protesta di fronte al pronto-moda cinese Dreamland. La ditta in questione, cliente della Texprint, è da mesi al centro delle contestazioni sindacali per il presunto sfruttamento degli operai che vi lavorano.



Prato, cinesi massacrano di botte operai pachistani

Come riportato da La Nazione, ieri attorno alle 18, una decina di cinesi è arrivata a bordo di due auto sul luogo del sit-in. Una volta scesi dai propri veicoli, i cinesi hanno iniziato a colpire i manifestanti, anche con mazze di legno. La scena è stata ripresa con il cellulare da una persona presente sul posto. Adesso la polizia sta indagando sull’accaduto, cercando di ricostruire l’episodio – avvalendosi dei filmati – e dunque di individuare i responsabili dell’aggressione. Cinque in tutto i feriti finiti all’ospedale di Prato, uno di loro sarebbe grave.

Il sindaco chiede l’intervento del governo

Il sindaco di Prato, Matteo Biffoni, ha condannato quanto accaduto.
“Tutti gli episodi di violenza sono inaccettabili, chi se ne rende responsabile deve essere presto individuato e ne deve pagare le conseguenze. Se vengono aggrediti lavoratori che manifestano pacificamente e nel rispetto delle regole, non ci può essere tolleranza. Il rispetto delle regole è imprescindibile, sempre”, ha dichiarato Biffoni. Il primo cittadino della città toscana ha poi speso parole anche sullo sfruttamento dei lavoratori. “Il Comune in collaborazione con tutte le istituzioni continua a lavorare pancia a terra su questo fronte, nei limiti delle proprie competenze. Le operazioni condotte anche in questi mesi dalla procura, dalle forze dell’ordine, dall’ispettorato del lavoro stanno portando risultati, però senza un intervento più deciso da parte dello Stato, con il potenziamento degli organi periferici sul territorio non si risolve. E’ anni che lo chiediamo. A Prato tutti stiamo facendo il massimo possibile, ora il Governo deve intervenire concretamente”.

Alessandro Della Guglia

 



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