Roma, 1 apr – A Bari tangenziale bloccata, a Bologna protesta in autostrada. Da giorni in diverse città italiane vanno avanti proteste contro le chiusure imposte dai decreti del governo Draghi. Oggi centinaia di ristoratori dell’Emilia-Romagna hanno manifestato in autostrada, nel piazzale dell’Autogrill Cantagallo. Dopo aver preannunciato un “gesto plateale” e l’ipotesi di bloccare l’A1. “Vogliamo solo lavorare“, urlano i ristoratori. “O ci autorizzate a lavorare o ci autorizzate a delinquere: non ci sono alternative”, tuona un manifestante. “Non vogliamo scontrarci con loro”, precisa uno dei portavoce del sit-in riferendosi a polizia e carabinieri intervenuti sul posto. “Non sono loro il nostro nemico e invitiamo alla massima collaborazione”, ora “non è il momento di ‘scaldate di testa’, anche se ce ne sarebbero tutti i motivi”. Sulle barriere dell’autostrada, i ristoratori, hanno affisso anche alcuni striscioni con scritte emblematiche: “Sos” e “Sostegni ridicoli”. “Nell’Autogrill qui a fianco si può pranzare? Allora sono cugino di Benetton, fate aprire anche a me”, dice uno dei manifestanti facendo notare la disparità di trattamento.
Bari, tangenziale bloccata
Sempre oggi, a Bari, ambulanti e commercianti hanno bloccato la tangenziale protestando contro le chiusure. I manifestanti hanno occupato per alcune ore la carreggiata in direzione sud, all’altezza dell’uscita Poggiofranco. Un enorme striscione è stato srotolato davanti ai furgoni fermi sulla strada: “Chiudere tutto e tutti”. Anche a Bari erano presenti ristoratori, oltre lavoratori di fiere e sagre. “Vogliamo lavorare come tutti, non vogliamo l’elemosina”, tuonano i manifestanti. “Siamo stanchi, nessuno ci ascolta, da un anno stiamo cercando di protestare e di farci ascoltare, abbiamo provato con la diplomazia, chiedendo i permessi, ma ora basta”. Consapevoli degli inevitabili disagi creati alla circolazione, i manifestanti hanno specificato di non avere alternative.
“Ci dispiace per i disagi che stiamo recando, ma anche noi stiamo subendo disagi del governo, e abbiamo bisogno di farci ascoltare”.
Alessandro Della Guglia