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Treviso, 25 mar – Marta Novello, la ragazza di Mogliano accoltellata e ridotta in fin di vita da un compaesano sedicenne immigrato di seconda generazione si è risvegliata ieri pomeriggio dal coma farmacologico. “Voglio vedere mamma e papà”, sono state le sue prime parole al risveglio. Colpita con una ferocia inaudita da 20 fendenti, di cui 8 all’addome e al torace, la ragazza è passata per due volte sotto i ferri del chirurgo nel giro di 24 ore. Il primo, all’arrivo, per suturare i polmoni squarciati dalle coltellate, il secondo alla mano.

La ragazza accoltellata ha subito due interventi

“Marta ha avuto diverse lesioni al torace – spiega il dottor Formentini, direttore dell’ospedale, al programma Ore 14 su Rai 2 – riportando uno pneumotorace (presenza di aria nello spazio pleurico, ndr.) a entrambi i polmoni. Poi un’importante ferita all’addome, tanto che è stata eseguita una laparotomia esplorativa per accertare eventuali complicanze interne. Diversi tagli al volto e in altre parti del corpo sono stati suturati dai chirurghi plastici. Poi è stato effettuato un intervento al terzo dito della mano destra per la lesione del tendine, una tipica ferita da difesa“. Marta rimane comunque sotto osservazione: durante l’aggressione, la ragazza è finita in una roggia piena di acqua stagnante, che è finita nelle ferite. Si teme quindi l’insorgere di infezioni.

Sfuma il movente della rapina

Rimane un mistero il movente dell’attacco. Sfuma lentamente l’ipotesi della tentata rapina. Il modus operandi, l’inseguimento, il numero dei colpi inferti con un coltello da cucina fanno più pensare a un agguato per altri fini. Intanto, il ragazzo è recluso nel carcere minorile con l’accusa di tentato di omicidio. “Quale che sia il movente e l’evento scatenante, modalità e circostanze dell’azione fanno pensare ad un disagio, ad un disturbo che andrà indagato”, ha spiegato a Il Messaggero l’avvocato Matteo Scussat, legale del 15enne.

La madre: “la Dad lo ha reso aggressivo”

Nel frattempo non riesce a darsi pace la madre del 16enne. Preoccupatissima per le condizioni della ragazza accoltellata, spiega: “Sapere che se la caverà mi rende davvero tanto felice. In queste ore ho pensato continuamente a Marta e al dolore dei suoi genitori. Mi dispiace: quello che ha fatto mio figlio è grave”, dice in una intervista al Corriere della Sera. Poi si scaglia contro politici e media: “Ne stanno parlando tutti (del figlio ndr). Parla Salvini, la Meloni, parlano il sindaco e i vicini… Dicono cose cattive, gli danno del drogato e del bullo. Ma la verità è che nessuno di loro conosce mio figlio”. E non sono i soli, a quanto pare.

E poi incolpa la Dad e le restrizioni – che il ragazzo regolarmente violava, tanto da risultare più volte segnalato dalle forze dell’ordine per violazione dei lockdwon e assembramenti. “Negli ultimi tempi aveva grosse difficoltà a seguire le lezioni: non sopportava l’idea di dover restare chiuso in casa, quasi si sentisse in gabbia. E da quando la squadra di calcio in cui gioca ha sospeso gli allenamenti, la situazione è peggiorata. È come se, in mezzo a tutte queste restrizioni, non riuscisse a trovare un equilibrio“, spiega. La didattica a distanza avrebbe quindi scatenato un raptus. “È l’unica ipotesi che riesco a fare: che lunedì il suo cervello abbia avuto una sorta di blackout. Non è una giustificazione, lo so. Ma cerchi di capirmi: sto cercando un senso a tutto questo dolore”.

Cristina Gauri

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