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Roma, 4 nov – E’ scontro tra il ministero del Lavoro e La Stampa sul numero di cittadini di Pomigliano D’Arco che sarebbero beneficiari del reddito di cittadinanza. Il quotidiano stamattina aveva rivelato che “a Pomigliano d’Arco, il paese natale di Luigi di Maio, su 39mila abitanti in 12mila ricevono un sostegno economico“, cioè un terzo dell’intera cittadina partenopea: ma è subito arriva la smentita dal Ministero del Lavoro, che ha spiegato come in realtà il dato comprenda più città, tra cui anche Pomigliano, e che complessivamente comprende un bacino di oltre 200mila persone. Stando infatti ai datti ufficiali riportati dall’Inps, a luglio 2019 gli abitanti di Pomigliano d’Arco che percepiscono il sussidio sono 935, su un totale di 39mila abitanti. Il dato dei 12mila è reale ma comprende altre 5 città: Acerra (2.129), Casalnuovo di Napoli (1.770), Castello di Cisterna (242), Sant’Anastasia (814) e Volla (665). L’errore è dovuto al fatto che il Centro per l’impiego di Pomigliano d’Arco raccoglie anche le domande delle altre cinque cittadine. Ad ogni modo, questa armata di beneficiari dell’assegno si dice tutt’altro che soddisfatta: sempre secondo quanto rivelato da La Stampa, coloro che percepiscono il reddito si lamentano della mancanza di lavoro. Nessuno di loro infatti, a sei mesi dall’invio della domanda, è stato raggiunto da offerte lavorative. Proprio a Pomigliano, dove ha sede lo stabilimento Fiat-Alfa Romeo, che, come riporta Libero, a febbraio prevede l’assunzione di circa 4.500 lavoratori. Ma ancora tutto tace.

Tra i cittadini serpeggia la depressione. «Un aiuto del genere da parte dello Stato fa comodo, ma è fine a se stesso. Alzarsi tutte le mattine alle 6 e non sapere cosa fare è deprimente», raccontano uomini e donne residenti a Pomigliano d’Arco. «Nessuno ci ha mai chiamato per proporci un lavoro, non ci importa nemmeno quale, vogliamo solo finire il mese nel modo giusto. Così, invece, i soldi non bastano mai e non abbiamo neanche la soddisfazione personale».

A settembre, l’Inps aveva accolto circa 960mila domande per il reddito di cittadinanza, su un totale di 1.460.463 presentate. Di tutti i beneficiari del sussidio, solamente 704mila sarebbero quelli che potrebbero trovare un lavoro. Sotto accusa è la normativa per le assunzioni, che a otto mesi dall’introduzione non si è ancora sbloccata. Ed è proprio per questo motivo che chi percepisce il reddito non ha ancora ricevuto proposte di lavoro da parte dei navigator. Mancano i posti di lavoro, manca una riforma ad hoc dei centri per l’impiego. Senza contare la miriade di persone che percepisce l’assegno senza averne diritto, lavorando in nero, addirittura delinquendo. Il governatore della Campania De Luca ha infatti spiegato: “100mila famiglie non avevano diritto al reddito di cittadinanza, quindi che succede? Ci voleva tanto a capire che se paghi 6 mesi a gente che non ha diritto, dopo quei soldi non li recuperi neanche se fai un miracolo? È successo quello che avevamo detto, cioè che i controlli li devi fare prima e non dopo“. In alcuni casi con il reddito si è arrivati “a pagare la manovalanza della camorra, a far scansare il lavoro stagionale, ad avere un incentivo a fare il doppio lavoro”.

Cristina Gauri

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