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Roma, 12 mag – Con un’impressionante retorica da padroni nell’Alabama di due secoli fa, il governo intende trasformare 500mila clandestini in immigrati regolari. Tipico di certuni: con un colpo di spugna si cancella la realtà e se ne presenta una nuova impacchettata per essere donata all’opinione pubblica che, con riflesso pavloviano, gioisce per il magheggio. Lo hanno addirittura dichiarato pubblicamente: questa regolarizzazione serve per permettere agli ex clandestini di fare lavori estremamente pesanti che un italiano non vuol fare e probabilmente non sarebbe in grado di fare. Sorvolando sulla questione della resistenza fisica, che è veramente roba degna di uno schiavista, l’altra questione, quella riguardante i lavori che gli italiani non vogliono più fare, merita un piccola nota: per quale arcano motivo un italiano che può richiedere il reddito di cittadinanza dovrebbe accettare di andare a raccattare frutta e verdura al nero e per una paga di pochi euro al giorno?



Chi sono gli immigrati irregolari?

Il ministro Bellanova non ha risposta a questa banale quanto esistenziale domanda. Conte men che meno. I grillini non sanno più dove nascondersi per tutti i rospi che stanno ingoiando pur di non dover abbandonare la regia di comando. Dunque il quesito rimane intatto e irrisolto. Il punto, però, è ancor più lontano, poiché coloro che verranno regolarizzati sono proprio quelli fatti approdare sulle coste italiane in particolare dai governi targati Pd e che il Pd stesso asseriva di voler accogliere sia per farli fuggire dalle famose quanto inesistenti guerre, sia per un non meglio precisato umanitarismo fatto coi soldi dei contribuenti. Il quale, alla fine dei conti ossia oggi, si riassume nell’utilizzo dei cari fratelli migranti nelle piantagioni di frutta e verdura del Sud Italia sin quando non potrà esser fatta tornare la manodopera di prima qualità, cioè quella proveniente dall’Europa dell’est. Sono delle ruote di scorta che la macchina marcescente dell’accoglienza italiana utilizza momentaneamente per continuare il proprio viaggio a spese altrui.

Che significa regolarizzare?

Cosa significa regolarizzare? Non si sa. Dal governo trapelano informazioni su un permesso di soggiorno temporaneo della durata di sei mesi, giusto giusto quelli necessari per permettere agli immigrati di raccattare tutta la frutta e la verdura esistente. Dopo i quali, evidentemente, dovrebbero tornare illegali, clandestini, dunque passibili di rimpatrio. Data l’ossessione per la sinistra verso le cittadinanze a pioggia, che sarebbero delle regolarizzazioni massicce, il dubbio che sorge è che poi niente verrebbe revocato e costoro diverrebbero immigrati regolari che potrebbero accedere, a tempo debito, alla cittadinanza italiana. Siamo complottisti a pensar ciò? Perché, qualcuno avrebbe mai ipotizzato una regolarizzazione come quella proposta dal ministro Bellanova? È bene chiarire che da questi dilettanti allo sbaraglio ci dobbiamo aspettare questo ed altro. E, se i dilettanti sono i grillini, quelli più navigati, cioè il Pd, sanno perfettamente come mettere all’angolo l’alleato di governo facendogli ingoiare i proverbiali rospi.

Quanto verranno pagati?

Altra questione di non poco conto. I nuovi lavoratori delle piantagioni italiane quanto verranno pagati? Perché la paga tipica per quel lavoro è sia al nero che da fame, dunque il governo dovrebbe in qualche misura vigilare su tutto ciò e predisporre delle forme di pagamento tipo voucher che garantiscano a quella massa di disperati delle condizioni lavorative decenti. Sin ora su questo punto vige il silenzio assoluto. Oltretutto, dato che il fabbisogno di lavoratori si attesta attorno alle 300mila unità ma i regolarizzati potranno essere 500mila, la differenza rappresenterà un’opportunità per altri datori di lavoro per far lavorare a condizioni infime. Il costo del lavoro, dunque, potrebbe abbassarsi notevolmente.

Che questo pandemonio venga pensato e attuato da un governo nato dalle alchimie di palazzo e per niente rappresentativo della maggioranza degli italiani è uno scandalo a cielo aperto. Questa operazione avrà effetti collaterali che andranno ben oltre le aspettative, non ultimo quello di mantenere poi la regolarizzazione dei suddetti clandestini, trasformandoli per sempre in regolari. Fungerà da calamita per chiunque voglia imbarcarsi, ché tanto in Italia ci sarà sempre un governo pronto a perorare le cause di chi vive nell’illegalità. Fottendosene, oltretutto, di ciò che il popolo sovrano pensa di loro.

Lorenzo Zuppini

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