Roma, 26 gen — «Vi renderemo la vita difficile», come se adesso la vita per chi sceglie di non vaccinarsi fosse una passeggiata: Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute, la maschera di «poliziotto buono», contraltare alle bordate lapidarie di Speranza, l’ha gettata da un po’. Ha finito di indorare le amare pillole dell’emergenza pandemica. Ieri ha messo bene in chiaro — se ci fosse stato ulteriore bisogno di chiarirlo — che il governo sta deliberatamente discriminando una consistente fetta della cittadinanza sulla base di criteri sanitari arbitrari. E dal 1° febbraio le vessazioni contro chi compie una libera scelta diventeranno insopportabili.

Sileri: “Vi renderemo la vita difficile”

«Criticano il vaccino, criticano il green pass, criticano il tampone ma poi in trasmissione ci vengono», ha detto, sprezzante, ieri sera a DiMartedì su La7. Ma certo: al sottosegretario alla Salute farebbe comodo se il contraddittorio televisivo con i no green pass svanisse in un «puf». Lavoro in meno da sbrigare. «E in televisione è richiesto il green pass o il tampone, per venire in tv la regola viene» rispettata, afferma rivolgendosi a un professore contro il green pass. Per Sileri chi non si vaccina non deve semplicemente mettere il naso fuori dalla porta. «State a casa… Noi per tutelare gli italiani vi renderemo la vita difficile come stiamo facendo perché il non vaccinato e chi non rispetta le regole è pericoloso», conclude mentre un soddisfatto Parenzo se la ride a pappagorgia gonfia.

Chi non si vaccina esercita un diritto

Vaglielo a spiegare, a Sileri, che chi non si vaccina rispetta comunque le regole, dal momento che non vige alcun obbligo vaccinale. Che una persona è responsabile delle conseguenze che derivano dal non aver adempiuto un dovere, non di quelle derivanti dall’essersi avvalso di un diritto. E che visti i dati del contagio gli italiani non sono stati tutelati da nessuno, tantomeno dal green pass. E che i vaccinati sono «pericolosi» quindi contagiosi quanto i non vaccinati, con la differenza che chi non si è inoculato deve continuamente sottoporsi a tamponi e quindi è monitorato; mentre chi lo è, ha la falsa percezione di non essere infettabile e quindi si espone ed espone al rischio del contagio. Parole al vento, le nostre. 

Ieri sera il popolo social si è scatenato contro Sileri.  «Vergogna!», scrive un utente, «In galera», gli fa eco un altro. «Tipico da un comunista ripulito che però non riesce controllare la sue indole … quando inizieranno i processi, perché questa narrazione crollerà, ci sarà da ridere per questo piccolo personaggio», «Uno stato degno non si propone di rendere la vita difficile ai suoi cittadini, uno stato degno fa delle regole e le fa rispettare, punto».

Cristina Gauri

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6 Commenti

  1. Condivido l’opinione di chi considera la libertà di non vaccinarsi un diritto, senza considerare che chi si vaccina, in preda a una forma di delirio collettivo, continua ancora a credere di essere immune da qualsiasi contagio e pertanto, a differenza dei non vaccinati, non usa nessuna precauzione per proteggere i propri simili. Quanto a Sileri forse non si rende ancora conto che, a causa dei provvedimenti adottati da lui e dai suoi amici, l’Italia oltre ad essere diventato un paese dove non si rispettano più i diritti civili, sta sprofondando in una terribile crisi economica, ma forse il potere li ha resi così arroganti che si rifiutano di guardare in faccia la realtà.

  2. Ci facevo caso adesso.

    Guardate la faccia di Sileri.

    Sembra gonfio con tumefazioni malamente coperte dal trucco.

    Avrà già ricevuto un avviso dagli emissari degli sponsor che lo hanno gonfiato per il quasi certo fallimento della pandebufala o sono gli effetti dei vaccini anti #Covid ??

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