Roma, 10 gen – “La scuola è rimasta chiusa per tanto tempo e i contagi hanno continuato ad aumentare: credo che il contributo degli studenti sia davvero irrilevante con una variante che si diffonde con tale velocità”: lo spiega Giuseppe Remuzzi. In una intervista al Corriere, il direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, sostiene che “in un certo senso abbiamo due pandemie: una sostenuta da Omicron e l’altra ancora da Delta. Se Omicron riuscisse a sopraffare Delta, dal momento che la malattia che provoca è meno severa, allora forse riusciremo a vedere la discesa della curva nel giro di qualche settimana. Un’espansione rapidissima di Omicron che sovrasti Delta non sarebbe in sé una cattiva notizia”.

Remuzzi: “Riapertura scuola non incide su crescita contagi”

Insomma, a sentire Remuzzi i governatori che si stracciano le vesti per il ritorno a scuola possono stare tranquilli. Non saranno gli studenti rientrati in classe oggi dopo 15 giorni di vacanze di Natale a incidere sui ricoveri. Soprattutto se a prendere il sopravvento sarà la variante Omicron. “Con una variante così contagiosa si arriverebbe prima al picco della curva dei nuovi positivi, allo stesso modo, come già successo in Sudafrica e Gran Bretagna, sarà più veloce anche il calo, ma se vogliamo parlare di fine della pandemia credo che dovremo ancora prendere delle precauzioni almeno per un paio d’anni”, chiarisce Remuzzi.

Anche Greco del Cts è sulla stessa linea: “Sospensione scolastica ininfluente”

A pensarla come il direttore del Mario Negri è anche Donato Greco, epidemiologo del Cts. “Tutti gli anni, da decenni, le vacanze natalizie facevano precipitare la curva di incidenza dell’influenza. Quest’anno le scuole sono state chiuse il 22 dicembre e quella tendenza non si è vista con il Covid, che al contrario è esploso. La sospensione scolastica quindi è stata ininfluente. Allora perché privare bambini della scuola?“, fa presente Greco. E quando gli chiedono se con la riapertura delle scuole i contagi saliranno ulteriormente, l’esperto replica: “Ci potranno essere più contagi ma in parte saranno dovuti a questa frenesia degli screening scolastici, quelli fatti con il salivare, scientificamente insulsa”.

Iss: aumentano i positivi non i ricoveri

Insomma, il governo ne ha fatta una giusta, a riaprire le scuole contro la volontà di numerosi presidenti di Regione. E per quanto riguarda gli allarmismi sull’aumento dei contagi, sempre Greco chiarisce che “per l’Istituto superiore di sanità l’80% dei contagiati sono asintomatici o pauci sintomatici. Una buona metà dei tamponi vengono fatti o per paura di essere positivi o perché si è avuto un contatto, non per i sintomi”. E’ solo questione di tempo dunque, perché tra obbligo vaccinale per gli over 50 e varianti indebolite, a marzo i soggetti ancora a rischio – anziani con malattie pregresse – saranno davvero molto pochi. Poi, passato l’inverno, il virus sarà ancora meno pericoloso, fanno presente gli esperti.

Adolfo Spezzaferro

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