Trieste, 10 gen — E’ un 21enne marocchino il fermato per l’omicidio di Robert Trajkovich, il 17enne di origini serbe strangolato con un laccio e il cui corpo è stato rinvenuto in un sottoscala di un ostello in via Rittmeyer, a Trieste. Il movente del delitto sarebbe la gelosia: il nordafricano non accettava che la sua ex compagna, una 19enne italiana, lo avesse lasciato per iniziare una relazione con il giovanissimo serbo.

Delitto Trajkovich, il marocchino ha ucciso per gelosia

L’omicidio si è consumato nella notte tra il 7 e l’8 gennaio nello stabile in cui Trajkovich era andato a trovare la sua nuova ragazza. Il marocchino avrebbe teso una vera e propria imboscata al 17enne, strangolandolo e nascondendo il cadavere nel sottoscala. Per due giorni non si è saputo più nulla del giovane. Fino al ritrovamento del corpo. Che la vittima non fosse morta per cause naturali è risultato chiaro a tutti — carabinieri, medico legale e pm di turno arrivati sul posto. Nel frattempo, le indagini sono proseguite in maniera serrata per 48 ore, fino al fermo del marocchino, che ha confessato nel corso dell’interrogatorio. Si tratta, secondo quanto si legge in una nota della Procura, «un ventunenne residente da tempo a Trieste. Ma l’interrogatorio immediatamente disposto dal magistrato non ha potuto svolgersi subito perché il giovane ha accusato un malore. Sicché è avvenuto nella mattina di domenica 9, dopo la dimissione dell’indagato dall’ospedale».

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Intanto, «la Procura di Trieste aprirà formalmente il fascicolo delle indagini preliminari, iscrivendo il reato di omicidio volontario. Le investigazioni verranno sviluppate nei prossimi giorni e comprenderanno pure l’audizione di tutti coloro che potranno fornire informazioni utili per fare piena luce sul grave fatto di sangue. Ben presto verrà eseguita pure l’autopsia, affidata al medico legale dottor Fulvio Costantinides. Il quale ha già svolto i necessari rilievi sul luogo dell’omicidio».

Cristina Gauri

 

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5 Commenti

  1. Un marocchino ? Ma non è possibile, sono buoni, sono bravi, sono risorse, sono la promessa del nostro futuro. Non gli credete, non vi sta dicendo la verità. Vedrete che nemmeno il giudice gli crederà.

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