Roma, 14 giu — Messo alla gogna, ripreso, punito e multato con tanto di irruzione dei carabinieri nell’Istituto tecnico che frequentava, perché si era rifiutato di indossare la mascherina: ora Enrico Centis, studente pordenonese di 19 anni, ha deciso che questa «scuola del Covid» fatta di imposizioni schizofreniche e antiscientifiche non vale la pena di essere frequentata. Ha mollato gli studi, in realtà quasi un anno fa, appena compiuti i 18 anni: questo doveva essere l’anno della maturità.

Enrico, media del sette, frequentava il quinto anno dell’Istituto tecnico Kennedy di Pordenone. «La mascherina l’ho sopportata il primo anno di pandemia, quelle poche volte che non siamo rimasti a casa in Dad», racconta il giovane, a La Verità. «A fine quarta sono stato sospeso tre giorni, perché cominciavo a non poterne più e trovavo assurdo non poter respirare per ore in aula». Anche dopo la riammissione alle lezioni non manca di protestare per le misure anti-Covid prive di qualsiasi fondamento scientifico. Nonostante tutto viene promosso.

Rifiuta la mascherina, la preside chiama i carabinieri

I problemi si ripresentano a settembre. «Volevano che indossassi la mascherina anche durante le ore di educazione fisica», spiega Enrico, «ho cercato di spiegare le mie ragioni, avevo messo insieme leggi, documenti, mi ero preparato un piccolo dossier che non è servito nemmeno al cospetto della preside». Con la dirigente dell’istituto la conversazione degenera in litigio: e lei non vuole sentire ragioni, anzi per fare valere la sua arriva a chiamare i carabinieri, come per un qualsiasi delinquente: «nemmeno avessi commesso un furto o un atto di vandalismo». «Mi hanno scortato fuori da scuola. Sono stato multato di 400 euro per non essermi coperto il volto. Ero avvilitissimo».

Lo studente lascia la scuola

Per la rabbia, l’impotenza e l’umiliazione Enrico decide di interrompere gli studi. «Nessuno, a parte un’insegnante, ha preso le miei parti. Il fatto che buttassi via un percorso di studi lasciava indifferente tutti. Restava solo la mia disobbedienza a una norma assurda, senza valore scientifico. Dovevo essere punito e se non capivo la lezione, la colpa era mia». Ora il ragazzo studia da autodidatta. «Non seguo corsi, approfondisco i tempi che mi interessano, certo non ho i laboratori che aiutano nella pratica. La responsabilità di smettere di studiare è solo mia», Ammette il ragazzo senza cercare giustificazioni.

Clima di terrore

Ma la responsabilità di avere creato il proverbiale «clima infame» è dei «ministri della Salute e dell’Istruzione», che «si dovrebbero vergognare per il clima che hanno creato all’interno della scuola, con docenti e allievi vessati dalle mascherine, imposte pure ai più piccoli che per mesi non hanno potuto respirare correttamente. La mia è stata una ribellione, ne andava della mia dignità. Sono stato valutato solo in base al mio rifiuto di restare ancora un anno a soffocare in classe».

Cristina Gauri

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4 Commenti

  1. In Italia è VIETATO esprimere commenti negativi sui C-A-R-A-B-I-N-I-E-R-I
    La preside è una SERVA che inculca la materia per cui è veramente portata: IL SERVILISMO
    gl’altri alunni hanno imparato bene la materia, così come i professori.
    La scuola italiana è diventato un CATECHISMO dove non si impara:”Si deve CREDERE”
    Il tumore cerebrale del cristianesimo, che inculca il “credere” come se fosse un “dono” è invece una metastasi-mutaforma, che aggredisce il pensiero critico/scientifico e porta le persone alla follia più irrazionale, anche suicida.
    Circa il Governo ed il Parlamento: sono formati da soggetti che a scuola impararono benissimo il servilismo.

  2. Basta vedere il fenomeno che abbiamo come ministro della salute,una persona che ha molte fobie e questa sua fissazione ha condannato un’intero paese con leggi assurde …. Purtroppo viviamo in un paese dove i propri diritti vengono calpestati da politici ignoranti e beceri, la storia insegna ma un’Italia ci scorniamo ancora x il calcio,fregandocene della nostra dignità …. Basterebbe svegliarsi !!

  3. Alquanto ridicola la protesta.
    Lo stato ha fornito agli studenti la possibilità di studiare e frequentare le lezioni in classe, cosa forse non chiara a questi commentatori miopi è che in molti altri paesi non è avvenuta (e tuttora non avviene), e questo sarebbe un gesto di “eroismo”?
    Vi sono ben altre difficoltà nella vita che una mascherina per 6 ore al giorno, o 8 per chi come me e altri usa autobus. C’è chi a scuola non ci può andare, perché c’è la guerra, chi non ci può andare perché non se lo può permettere. Ma esistono tuttora individui che confondono il benessere comune con le proprie ossessioni individuali?
    Poi l’abbandono degli studi è alquanto un chiaro segno della poca importanza che vi si ha attributo ad essi negli anni, dopotutto non si avrà compreso molto bene la scienza per aver definito l’uso di mascherine in luoghi pubblici “anti-scientifico”.
    Peccato fosse il suo ultimo anno, avrebbe potuto lasciare il posto a qualche ragazzo/a più ragionevole e interessato allo studio e alla disciplina per quei 5 anni…

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