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Napoli, 7 ott – Immondizia proveniente dalla Campania, che doveva essere trattata secondo le vigenti norme, subiva una sorte ben diversa: veniva infatti, abbandonata in capannoni isolati in tutto nel nord Itala e in Calabria. L’indagine messa a punto dalla Direzione distrettuale Antimafia di Milano ha condotto all’arresto di undici persone, molte delle quali operanti proprio nel settore dei rifiuti.

Rifiuti Campani smaltiti illecitamente

I rifiuti, che arrivavano dalla Campania, venivano nascosti anche  in una cava dismessa in Calabria e in nord Italia in alcuni capannoni industriali. L‘impianto SMR Ecologia di Como era il fulcro delle attività illecite di smistamento rifiuti in Lombardia. Sebbene fosse una struttura regolare si trattava di una destinazione fittizia per i rifiuti campani. E sono così arrivati ad undici gli arresti svolti dai carabinieri forestali dei gruppi di Milano, Lodi, Pavia, Torino, Napoli, Reggio Calabria e Catanzaro. L’operazione atta a smantellare il traffico illecito di rifiuto è stata battezzata Feudo.

Gruppo criminale calabrese

Oltre al giro di truffe e di soldi, nel corso dell’inchiesta sarebbe venuto a galla anche il tentativo di sequestro di un imprenditore campano. Nell’operazione Feudo sono stati presi in esame singoli procedimenti penali relativi a episodi di abbandoni o discariche abusive di rifiuti, scoperte in tutto il nord, e apparentemente scollegate; i carabinieri hanno invece messo in luce la verità, ovvero che tali opere facevano capo ad un solo gruppo criminale. Emerge dalle investigazioni che l’organizzazione era capeggiata da calabresi. Numerosi gli impianti di smaltimento rifiuti complici così come molti autotrasportatori.

La cava di Lamezia Terme

Gli impianti campani difficilmente riescono a gestire la mole dei rifiuti della regione da qui il business che attraverso molteplici società fittizie stava arricchendo i pregiudicati calabresi. Le indagini hanno portato alla luce, ad esempio, l’interramento di un ingente carico (25 tonnellate) di rifiuti all’interno di una cava dismessa di Lamezia Terme. Tale reato è stato interrotto in flagranza.

Il “Feudo” di Como

Il “Feudo” che dà il nome alla eccezionale operazione delle forze dell’ordine corrisponderebbe all‘impianto autorizzato di Como, punto focale dell’organizzazione criminale che donava ai traffici illeciti un’aura di correttezza. Al seguito della scoperta della fitta trama dietro i traffici illegali di rifiuti sono state eseguite perquisizioni in quattro ditte trattamento della spazzatura nelle province di Como, Trento, Napoli, Catanzaro.  Capannoni ricolmi di rifiuti “irregolari” sono stati sequestrati a Gessate, Cinisello Balsamo e nell’area Ex Snia di Varedo. L’impianto Tecnometal di Trento e Eco.Lo.Da. di Lamezia Terme era già balzato agli “onori” delle cronache giudiziarie nel 2018, quando venne sequestrato perché usato come nascondiglio di fusti di armi e droga.  Il commercio illecito di rifiuti, solo nel 2018, ha “regalato” all’organizzazione calabrese più di 1,7 milioni di euro.

Ilaria Paoletti