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Lanciano, 21 ott – Una barbara aggressione sfociata nel gravissimo ferimento del diciottenne Giuseppe Pio D’Astolfo, la cui unica «colpa» è stata quella di aver chiesto ad un gruppo di giovani e giovanissimi Rom di abbassare la musica che stavano ascoltando a tutto volume. Per tutta risposta, probabilmente in preda ai fumi dell’alcool, alcuni dei rom hanno aggredito il ragazzo che si trovava in compagnia di amici; in particolare, secondo la ricostruzione degli inquirenti, sarebbe stato un tredicenne a sferrare un violentissimo pugno contro il giovane, facendolo stramazzare al suolo. Ora la vittima del pestaggio è ricoverato in gravissime condizioni, in prognosi riservata. E i componenti della banda? Identificati ma liberi. 

Identificati e denunciati 5 rom

Il fatto è avvenuto nell’ex stazione ferroviaria Sangritana di Lanciano, nella notte tra sabato e domenica, località tristemente nota alle autorità e alle cronache cittadine per essere divenuta luogo di rifugio di tossicodipendenti e sbandati. I Carabinieri del locale Comando hanno individuato e denunciato cinque rom che avrebbero preso parte alla aggressione: uno, quello che ha sferrato il pugno, ha solo tredici anni, altri due ne hanno rispettivamente quattordici e quindici, mentre gli unici due maggiorenni, di diciotto anni appena compiuti e trenta, sono persone assai note alle forze dell’ordine.

I testimoni

Gli inquirenti, coordinati dal comandante della compagnia di Lanciano, Vincenzo Orlando, hanno potuto contare sulle testimonianze degli amici che erano in compagnia della vittima: si tratta di una coppia di fidanzati, lui di venticinque anni e lei di sedici, e di un terzo giovane, il primo ad intervenire quando l’amico è stato colpito ed è caduto al suolo. Le testimonianze sono state corroborate da immagini video riprese da alcune telecamere, mediante cui è stato possibile localizzare con esattezza i cinque rom e ricostruirne gli spostamenti. La dinamica tanto futile quanto banale: i ragazzi avrebbero chiesto ai rom di abbassare la musica, e per tutta risposta è scattato il pestaggio. A quanto pare, gli aggressori conoscevano la vittima, ma la cosa non li ha fatti desistere dal portare a termine una autentica spedizione punitiva.

Condizioni preoccupanti

Preoccupanti le condizioni sanitarie del giovane, anche se filtra dal personale medico un cauto ottimismo. «La Tac di controllo mostra una soddisfacente evoluzione – ha dichiarato Rosa Maria Zocaro, direttrice del reparto di Terapia intensiva dell’ospedale di Pescara –. Valutiamo se cominciare a ridurre le sedazioni. La diagnosi però continua ad essere riservata».

Una cittadina sconvolta

L’episodio ha comprensibilmente sconvolto gli abitanti di Lanciano, i quali conoscono i cinque aggressori come persone inclini al bullismo e in alcuni casi a comportamenti situati oltre la legalità. Durissima la reazione della mamma della vittima, la quale ha commentato «io so soltanto che per questa grande violenza che ci hanno inflitto gratuitamente, senza una ragione, queste persone devono pagare. Quel ragazzo è la mia vita, da me non otterranno mai alcun perdono finché avrò respiro».

Cristina Gauri

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