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Roma, 22 ott – Il comune di Roma conta ben 23mila dipendenti, ma ce ne fosse uno che abbia la voglia o l’ordine di mettere a posto le scrivanie o la cancelleria. Così Virginia Raggi non ha trovato altra soluzione se non quella di pagare ben 653 mila euro a una ditta esterna per compiere queste semplici operazioni.

“Distribuzione cancelleria ed etichette sull’inventario”

Questo è lo scoop del Messaggero, che nell’edizione del 21 ottobre scrive: “L’ultima beffa in Campidoglio. Appalti per incollare etichette”. A parere dell’amministrazione capitolina non  ci sono infatti dipendenti idonei al compito. “E’ tutto annotato in una determina firmata dalla Centrale unica degli appalti di Roma Capitale, la numero 434 del 2020” si legge nell’articolo del quotidiano romano. “Ci sono 635.703 euro e 56 centesimi messi a bilancio per il servizio integrato di ausilio agli uffici, all’archiviazione e alle attività dedicate al pubblico”. Gli addetti a questo difficilissimo compito, investiti di tale autorità dal sindaco Raggi “passeranno il turno tra la consegna copie di atti, la sistemazione di documenti, la distribuzione di moduli o di materiale di cancelleria e appunto l’applicazione di etichette su documenti e a fini inventatoriali”.

I famosi tagli alle spese dei grillini

In pratica, più di 600mila euro dei contribuenti vengono distribuiti a società il cui compito è quello di etichettare faldoni e mettere le penne nei porta penne. Diciamo che in una città piena di problemi, ancor più piegata dalla crisi economica derivante dal Covid, questi erano soldi che potevano essere a dir poco investiti meglio. Ma si sa che la Raggi all’inventario ci tiene molto … e forse 600mila euro per tenere la cancelleria in ordine è una di quelle spese che lei e il suo partito che taglia fondi parlamentari e vitalizi a non finire puntano a mantenere.

Ilaria Paoletti

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