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Roma, 3 mag – Una questione così spinosa da mandare su tutte le furie l’ambasciata del Mali: gli africani a Roma hanno la pregevole “usanza” di di fingersi maliani per risultare rifugiati di guerra con gli inevitabili privilegi che ciò comporta.

Vuoi i privilegi? Fingiti del Mali!

Perché fingersi del Mali? Prima di tutto, per avere in maniera più celere i documenti, cosa che però mette in difficoltà chi realmente fugge da un teatro di guerra come è appunto il Mali e che fa arrabbiare, manco poco, i funzionari di ambasciata dello Stato africano. Proprio loro, infatti, stanno indagando sul fenomeno.

La denucia dell’ambasciata

Per chi in effetti è originario del Mali questo è un atteggiamento che pone in seria difficoltà una (reale) intera comunità. Lo spiega Mahamoud Idrissa Boune, presidente del consiglio superiore dei maliani in Italia, a RomaToday: “Recentemente un uomo arrestato dalla polizia per aver danneggiato l’ambasciata della Costa d’Avorio, per evitare l’arresto aveva detto di essere maliano, un rifugiato della guerra. Fortunatamente ci siamo attivati e con il Commissariato di Porta Pia abbiamo ricostruito che l’uomo fosse un ivoriano e non del Mali. E’ un danno per la nostra comunità”.

Le indagini dal 2020

E’ dal 2020 che l’Ambasciata del Mali a Roma ha avviato un’indagine approfondita per mettere a nudo i truffatori che sfruttano lo status di rifugiati di guerra per ottenere i relativi privilegi. Se gli africani sovente lamentano di subire discriminazioni in Italia e di non riuscire ad integrarsi, con un certo malcostume italiota a quanto pare ci hanno preso subito – e bene – la mano.

Ilaria Paoletti

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1 commento

  1. In Mali vige la leva obbligatoria.
    Questi giovani baldanzosi sono innanzitutto disertori. Dalle nostre parti i disertori sono stati sempre puniti in modo esemplare.

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