Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 28 feb – Dagli oleodotti sottomarini le competenze per realizzare un tunnel sotto lo stretto di Messina. Ne è convinta Saipem, che per bocca del suo amministratore delegato Stefano Cao lancia la sfida: “E’ la sintesi delle nostre tecnologie”.

Ponte o tunnel sotto lo stretto di Messina?

Dell’ipotesi ponte sullo stretto si parla da tempo ormai immemore. Basti pensare che già all’epoca dell’antica Roma si ragionava della sua costruzione, dopo che (stando ai racconti di Plinio il vecchio) venne approntato un ponte di barche sul quale far transitare truppe legionarie. Non se ne fece nulla anche nel Medioevo, mentre l’idea continuava a circolare.

Bisogna arrivare all’unità d’Italia per vedere i primi studi concreti. Un ponte sospeso o un a più campate? La ridda di opzioni si estende fino al 1870, quando si affaccia sulla scena il progetto di tunnel sotto lo stretto di Messina. Idea ripresa anche ad inizio anni venti, mentre nel secondo dopoguerra torna in auge la possibilità di un collegamento “in aria”. Non se ne farà nulla – ad eccezione di alcuni concorsi internazionali – sino all’inizio del nuovo millennio: il secondo governo Berlusconi punta forte sull’unione delle sponde calabresi e siciliane, ma la società di scopo Stretto di Messina spa (costituita nel lontano 1981) finisce in liquidazione nel 2013.

Saipem sicura: “Si può fare”

Nuovi governi, nuovi progetti. Ivi comprese le curiose idee di piste ciclabili. Non ne rimane immune l’esecutivo Conte bis, che l’estate scorsa si dichiara possibilista. Adesso fanno capolino anche le risorse del Recovery Fund alle quali potenzialmente attingere in ottica ambientale. La partita così si riapre, per l’ennesima volta.

A questo giro fa la sua comparsa anche Saipem, la partecipata statale leader mondiale in soluzioni ingegneristiche nel settore del petrolio. Un comparto dal quale attingere competenze e capacità da riversare sul collegamento tra reggino e messinese. L’occasione è la presentazione dei risultati 2020, nel corso dei quali l’ad Cao ha parlato del tunnel sotto lo stretto di Messina: “Per noi è la sintesi di tutte le nostre tecnologie sottomarine e non acquisite dall’azienda nel corso della sua vita”. Allo studio sarebbe una sorta di “tunnel galleggiante”, proprio come gli oleodotti e i gasdotti: “E’ la perfetta sintesi per ingegnerizzare e costruire l’infrastruttura sulla base delle nostre tecnologie e una volta aperto un cammino lo andiamo a proporre anche in altre parti del mondo. Vedremo come mettere a punto questo tipo di capacità”.

Nicola Mattei

La tua mail per essere sempre aggiornato

Commenta