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New York, 20 ott – Suprematisti bianchi, suprematisti bianchi ovunque. Per Rula Jebreal, che vive da molto tempo negli Usa, l’Europa ha gli stessi identici problemi della sua nuova Patria adottiva. Il perché è presto detto: gettando alla rinfusa a corredo di articoli liberal “yankee” hashtag su Matteo Salvini continua a far passare nella mente dei suoi follower l’idea che lei abbia il titolo di esperta sul Belpaese. Cosa che, sappiamo bene, non è così.

Rula Jebreal: “Leader suprematisti bianchi: Salvini”

Condividendo un articolo della rivista Boston Review dedicata alla “storia globale del suprematismo bianco”, la bella Rula scrive (rigorosamente in inglese, perché per lei l’Italia è così importante da scrivere quasi mai nella nostra lingua su Twitter, vedere per credere): “Trump ha amplificato le idee nazionaliste bianche negli Stati Uniti, ma la sua comparsa non può essere compresa guardando solo agli Stati Uniti. Piuttosto, Trump deve essere compreso per il suo posto in una lunga serie di leader che affermavano di difendere i bianchi assediati: #LePen #Salvini #Farage”. 

Ma l’articolo non parla mai di Salvini

Se anche voi avete un gusto masochista nel leggere qualcosa che saprete già che non condividerete affatto, vi basterà aprire il link condiviso dalla stessa Rula per leggere che nell’articolo non v’è menzione né della Le Pen né, tantomeno, per Matteo Salvini. Il pezzo infatti si concentra sul razzismo nel mondo anglofono, facendo un parallelismo tra il fenomeno della Brexit e quello di Trump. Come noi, a differenza di Rula, ben sappiamo gli Stati Uniti e la Gran Bretagna hanno senz’altro avuto una storia col razzismo ben diversa da quella che vorrebbero adesso far passare per la storia italiana. In fondo, nel Paese in cui Rula si è trasferita con gioia la segregazione razziale era all’ordine del giorno fino all’altro ieri. La Gran Bretagna ha avuto un impero che contemplava “sudditi” (volenti o nolenti) dall’Africa all’Asia fino a tempi molto recenti, con conseguente meltin pot e attriti razziali mai sopiti.

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Dunque, perché Rula ora butta alla rinfusa un “Salvini” tra gli hashtag che riguardano addirittura un pezzo sui suprematisti bianchi, quando di lui non c’è menzione? Che ossessione vive, esattamente, la valletta di Amadeus per il leader della Lega? Salvini questa estate ha fatto più foto con i suoi “fan” neri di quante non ne abbia fatte con i suoi tifosi 100% “razza italica”. Non c’è che dire signora Jebreal, la sua costante opera di demolizione dell’immagine italiana nel mondo, facendo apparire il nostro Paese come un barbaro rifugio di dittatori razzisti in cui si uccidono a calci poveri ragazzi solo perché neri, procede alla grande. E’ giusto il caso di ricordarle che in Italia al governo c’è una forza politica che tutto è, tranne che “di destra”. E che Toni Iwobi, nero come la pece e di origine nigeriana, siede al Senato italiano sotto la bandiera della Lega salviniana. Quindi Rula si occupasse delle elezioni Usa per fare engagement social, che noi stiamo già inguaiati abbastanza anche senza di lei come “esperta”.

Ilaria Paoletti

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