Bolzano, 21 gen – Sanità altoatesina di nuovo nell’occhio del ciclone tra le leggerezze politiche di chi la spara più grossa e un sistema sanitario completamente al collasso. Da quanto emerso mediante un’interrogazione del consigliere provinciale di Fratelli d’Italia, Alessandro Urzì, la Provincia di Bolzano non esclude che alcuni sanitari in servizio presso le strutture ospedaliere siano positivi al coronavirus ma, allo stesso tempo, in servizio operativo presso lo stesso. A dichiararlo nelle scorse ore è stato direttamente l’assessore alla Sanità provinciale, Thomas Widmann, della SVP.

Bolzano, sanitari positivi in servizio? L’assessore non smentisce

Già indagato per il giro d’affari delle mascherine cinesi e dei 700mila euro per gli scaldacollo commissionati alla ditta del cugino, rispondendo ieri a una interrogazione di FdI che chiedeva se potesse essere escluso che ci fossero positivi in servizio fra le corsie dell’ospedale, l’assessore ha detto di non avere elementi sufficienti comunicati dall’Asl per poterlo affermare con certezza.

Per positivi asintomatici, Urzì intendeva principalmente anche inconsapevoli e personale ufficialmente in quarantena. Dopo risposta vaga dell’assessore, FdI ha incalzato: “Ma si può escludere che esistano?”. Anche in questo caso la risposta dell’assessore non è stata per nulla soddisfacente: “Non abbiamo notizie a riguardo”, appellandosi al senso di responsabilità del personale. Gli operatori per lavorare sono vaccinati, ha ricordato Widmann, quindi si è inteso che se dovessero contagiarsi e non mostrare sintomi nessuno potrebbe sapere che lo siano e continuerebbero il proprio lavoro in corsia.

Incalzato da una raffica di domande tese a ottenere una risposta rassicurante, l’assessore alla Sanità della Provincia di Bolzano ha continuato a rispondere “non ho nulla da giustificare perché non abbiamo segnalazione di casi simili”, senza escludere quindi questa grave possibilità che negli ultimi periodi riguarda in modo allarmante anche cittadini e operatori vaccinati.

L’affondo di Puglisi Ghizzi

Ad intervenire sulla questione, per l’ennesima volta, arriva lapidario anche l’ex consigliere comunale Maurizio Puglisi Ghizzi, già vincitore di una lunga lotta legale e politica contro la sanità provinciale. “Questa è l’ennesima dimostrazione dell’incapacità fin qui dimostrata dai vertici della Sanità altoatesina e della Giunta Provinciale – tuona Puglisi Ghizzi – Questi signori o non sono in grado di gestire il personale o non vogliono farlo, vista la carenza e la disorganizzazione che regna nel settore. Effettuano continui tagli conseguenza degli sprechi degli ultimi mesi come le chincaglierie cinesi e simili per oltre 50 milioni di euro, e annaspano persino nella gestione delle entrate al nosocomio cittadino dove, per alcuni vige l’obbligo di Green Pass e per altri ‘amici’ no”.

“Come ampiamente dimostrato dalla cronaca e dalle statistiche Iss, anche e soprattutto in questa situazione – conclude l’ex consigliere di Cpi – ovviamente non vi è nessuna sicurezza sanitaria di immunità al virus. E’ chiaro che l’unica alternativa possibile per l’Alto Adige sarebbe un cambio ai vertici, cosa che, purtroppo, non rientra nei ricchi programmi della giunta provinciale”.

Andrea Bonazza 

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