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Roma, 26 giu – In molti fanno finta di niente, sperando che la tempesta finisca e torni il sereno. Altri, invece, non ci stanno che tutto venga passato sotto silenzio. Stiamo parlando, ovviamente, del caso Palamara, che alcuni hanno ribattezzato «magistratopoli». Tra questi c’è Piero Sansonetti, il direttore del Riformista che da anni si batte contro il «partito dei pm». Intervenendo in collegamento al Tg4, Sansonetti è tornato sulle parole di Sgarbi, che sono costate al critico d’arte l’allontanamento di peso dall’Aula. «Bisogna prendere atto che la magistratura vive in una situazione di illegalità: il partito dei pm è illegale, è eversivo, è sovversivo», ha tuonato l’ex direttore di Liberazione.

Sansonetti appoggia Sgarbi

«Bisogna abolire il partito dei pm perché è incostituzionale, ha stra-ragione Sgarbi». Sansonetti si riferisce a uno dei passaggi più controversi del discorso di Sgarbi alla Camera: «Che un criminale delinqua è normale – aveva detto il critico d’arte – che lo faccia un magistrato è un terremoto istituzionale. Dopo le inaudite dichiarazioni contro di lei [il ministro della Giustizia, ndr] di un magistrato del Csm, dopo le inaudite dichiarazioni di Palamara contro l’onorevole Salvini, dobbiamo aprire una commissione di inchiesta contro la criminalità di magistrati che fanno l’opposto del loro lavoro, peggio dei criminali. “Palamaropoli”».

«Oggi la magistratura è eversiva»

«La magistratura non è in grado di autoassolversi, e nemmeno di condannare quei dieci poveretti che ci sono finiti in mezzo, che hanno fatto esattamente le stesse cose di tutti gli altri», ha proseguito Sansonetti. Di qui la sua richiesta: «Bisogna che la politica intervenga, che rada al suolo l’attuale situazione, che separi le carriere: i pm devono stare lontanissimi dai giudici, altrimenti la giustizia non esiste». In sostanza, la politica «deve abbattere il Csm, e costruirne un altro», e a farlo «deve essere la politica», perché «oggi ci troviamo in una situazione eversiva: la magistratura svolge un ruolo eversivo».

Elena Sempione

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3 Commenti

  1. Fa piacere sentire un personaggio come P. Sansonetti, ben più professionale e meno tuttologo rispetto a V. Sgarbi, che evidenzia uno dei cancri da tempo presenti nella magistratura proponendo una terapia da tempo disattesa.
    Desidererei però osservare che un criminale od un magistrato che delinquono hanno in comune il fatto di essere degli umani entrambi, per cui non mi scandalizzerei più di tanto.
    In certi casi, mancano gli anticorpi che sono l’ etica, la professionalità e la volontà di contribuire indistintamente al bene comune.
    Ben prima di S. Berlusconi (che si atteggia a prima vittima), tanti soggetti della magistratura hanno deviato dai loro nobili compiti, in linea con il disfattismo individualista e laico, ateo guidato, propagandato dalla derivazione tossico-sessantottina

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