Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 16 dic – Come avevamo già documentato analizzando la lista dei promotori, il movimento delle sardine è tutto fuorché “spontaneo e apartitico”. Ora si può altresì affermare che i pescetti non siano nemmeno inclusivi e aperti al dialogo con le minoranze. Dopo aver ritirato prontamente l’invito fatto pubblicamente da Stephen Ogongo, uno degli organizzatori delle sardine romane, a CasaPound ed emarginato i compagni di Potere al Popolo dalle piazze delle manifestazioni ittiche, Mattia Santori ha impedito alle sardine nere di proferire parole durante la manifestazione di piazza San Giovanni.

Alla fine dell’intervento del líder máximo delle “sardine bianche”, un gruppo di immigrati ha protestato per la loro esclusione dalla manifestazione, chiedendo di poter salire sul palco allestito in piazza San Giovanni come concordato. Dopo alcuni momenti di tensione e violenti spintoni, uno di loro prende la parola, ma viene subito censurato dall’abbassamento del volume del microfono e dalla musica diffusa ad alto volume.

Le sardine nere, un’operazione di Potere al Popolo

Dopo qualche ora, arriva il comunicato ufficiale su Facebook di Potere al Popolo, l’ideatore delle sardine nere. Le sardine nere siano un’operazione degli estremisti di sinistra napoletani appartenenti a ex Opg e Potere al Popolo (nei video di piazza San Giovanni si sente l’accento partenopeo di attivisti e immigrati), come conferma il “Giornale comunista online” Contropiano in questo articolo. Ecco un passaggio piuttosto chiaro: “Ieri, a Napoli, una manifestazione di migranti, organizzati con l’ex Opg e con Potere al Popolo. Una trovata intelligente – quella di autodefinirsi “sardine nere” – per cavalcare i luoghi comuni di queste settimane e uscire dal cono d’ombra della censura mainstream..  .

Dunque dietro la polemica sulle sardine nere che dovevano parlare dal palco, si cela il tentativo dei centri sociali di “prendersi la piazza”. Questo il comunicato delle sardine nere, ovviamente subito “rilanciato” da Potere al Popolo.  “Siamo arrivati stamattina in piazza a Roma. Tanto il calore delle persone presenti, tantissimi contenti di vederci perché sentono che vogliamo costruire insieme a loro una Nuova Italia! Quando non c’erano ancora abbiamo chiesto di intervenire per fare presente le esigenze delle Sardine Nere. Perché se è vero che le Sardine sono tutte uguali, sono di tutti i colori, è anche vero che ci sono quelle che hanno difficoltà a scendere in piazza, che non hanno diritto di parola in questo paese, che non hanno i documenti… E che vogliono auto-rappresentarsi, sono stanche che qualcuno parli al posto loro! Ci hanno detto che non era possibile intervenire dal palco perché non c’era tempo, in una manifestazione di 5 ore! Quando sono iniziati gli interventi dal palco (inframezzati da tanta, tantissima musica), abbiamo richiesto ancora di intervenire, perché era assurdo che a una piazza contro Salvini non potessero intervenire proprio i migranti! A quel punto hanno accettato, mettendoci come ultimo intervento. Poi è andato sul palco Mattia Santori, che ci ha ignorato e che ha detto che lui avrebbe concluso la giornata. Peraltro, in questo intervento ha detto che i Decreti Sicurezza andavano solo ‘ripensati’, e non abrogati, nonostante migliaia di persone in piazza chiedessero altro! A quel punto, Santori ha finito e hanno messo la musica. Il servizio d’ordine della manifestazione si è incordonato e ci ha iniziato a spintonare per allontanarci fisicamente! E solo a quel punto, dopo che le persone giustamente hanno protestato insieme a noi, hanno fatto salire i due portavoce Abdel e Diakité, mentre sotto al palco continuavano a spingerci. Mentre parlava Abdel hanno staccato il microfono. A Diakité hanno impedito di parlare”.

Sembrerebbe quindi che le sardine abbiano voluto epurare gli stranieri (e Potere al Popolo) dalla piazza romana, forse perché può parlare solo chi precedentemente ben indottrinato ai diktat del movimento. Ancora una volta i pescetti, teleguidati dall’eminenza grigia Romano Prodi, si sentono legittimati a calpestare la Costituzione italiana, peraltro portata come trofeo antifascista ad ogni manifestazione, negando la possibilità di parola agli stranieri dei quali si sono fatti portavoce, ma ai quali preferiscono non dare rappresentatività diretta nelle piazze.

Francesca Totolo

2 Commenti

Commenta