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Roma, 27 dic – Schiaffo al decreto sicurezza voluto da Matteo Salvini e assist agli immigrati. Il Tar del Veneto ha stabilito, con una sentenza emessa alla vigilia di Natale, che il decreto sicurezza non può essere retroattivo per quanto riguarda l’abolizione del permesso di soggiorno. Di conseguenza gli extracomunitari che hanno ottenuto la protezione umanitaria e il diritto all’accoglienza prima dell’entrata in vigore del decreto in questione, potranno sempre usufruirne nelle apposite strutture abilitate.



Porte di nuovo aperte

I magistrati hanno infatti recepito il ricorso di un immigrato, che prima del 5 ottobre 2018 aveva potuto contare sulla protezione umanitaria e che successivamente si era visto negare l’accesso al sistema Sprar, il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. Il Tar del Veneto si è rifatto così alla sentenza della Cassazione dello scorso marzo, che ha stabilito l’irretroattività del decreto sicurezza, sostenendo che “nel caso in cui la protezione umanitaria è già stata riconosciuta al richiedente asilo non può essere eliso un beneficio – la prestazione delle misure di accoglienza – collegato a detto riconoscimento”.

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Adesso quindi tutti gli altri immigrati che avevano usufruito della protezione umanitaria prima del 5 ottobre 2018, potranno appellarsi alla sentenza del Tar. Va in fumo così il risparmio di soldi pubblici preventivato dal decreto sicurezza e si spalancano di nuovo le porte delle strutture di accoglienza a un numero notevole di richiedenti. Resta da capire adesso quanti saranno esattamente gli immigrati che beneficeranno della decisione dei magistrati, quanti saranno ospitati nelle strutture dell’ex sistema Sprar e per quanto tempo ci resteranno.

Alessandro Della Guglia

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2 Commenti

  1. La magistratura italiana non ha mai stabilito la profonda incompatibiilità giuridica ed economica fra Costituzione italiana e Trattati di Mastricht, figurarsi se può avvallare la ratio sottostante al decreto sicurezza di Salvini, Bruxelles chiede più immigrati per tutti e anche per l’Italia, il PD & compagnia sinistroide cantante, compreso M5S, pure e loro i magistrati subito a pecora, l’interesse nazionale stabilito a chiare lettere nella Costituzione italiana in vari articoli per loro è solo carta straccia, insomma, dei servi delle oligarchie eurocratiche, uno dei cancri da estirpare con una profondissima riforma della magistratura, purtroppo ancora non la si fa perchè alla maggior parte dei politicanti italiani ( PD & compagnia sinistroide cantante, compreso M5S ) va bene così.

    Cordiali saluti e buone festività.

    TheTruthSeeker

  2. Se si ha un minimo di conoscenza della giustizia, sulla non retroattività non si discute.
    La questione, la responsabilità cade sui legislatori di ieri, oggi e domani. Gli errori si pagano, nostri o altrui.

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