Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 27 dic – In odore di espulsione dal M5S soprattutto dopo il voto negativo sulla manovra, il senatore ed ex conduttore tv Gianluigi Paragone, attacca “tutti quelli che sapevano” ma hanno taciuto e continuano a tacere sui parlamentari pentastellati che quest’anno non ha hanno restituito i soldi o ne hanno versati pochi. Paragone ha pubblicato un video sulla propria pagina Facebook facendo i nomi dei colleghi “in debito” del movimento, puntando il dito in particolare contro il leader Luigi Di Maio: “Il capo politico dov’era? Non lo sapeva o ha fatto finta di non vedere?”.

Nomi illustri e resa dei conti

Un attacco che sa di resa di conti in casa Cinque Stelle, sempre più spaccata e costretta a gestire una crisi di voti e di credibilità che appare irreversibile. Tra fuoriusciti, separati in casa e critici vari, la situazione per il M5S si fa così sempre più difficile. Tra i politici “di peso” citati da Paragone c’è ad esempio Fabiana Dadone, ministro per la Pubblica Amministrazione: “E’ un po’ incompatibile. Non puoi essere nel collegio dei probiviri – afferma il senatore grillino – ed essere anche ministro. Dadone è ferma a 5 mensilità. Te ne mancano un bel po’ figlia mia…”

Poi Paragone tira in ballo Carla Ruocco: “E’ presidente della commissione Finanze e vuole andare a fare la presidente della commissione di inchiesta sulle banche… E’ ferma soltanto a tre mensilità. Allora, non puoi sorvegliare sui conti degli altri e non essere in regola con qualcosa di identitario rispetto al Movimento”. E ancora, “il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, ferma a due mesi…”.

Alessandro Della Guglia

La tua mail per essere sempre aggiornato

2 Commenti

Commenta