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Roma, 28 ott – Anche DiMartedì, programma condotto da Giovanni Floris su La7, ha deciso di diventare un diffusore di fake news. Altrimenti non si spiegherebbe come mai, nella puntata di ieri, si sia permesso a Gianrico Carofiglio di pronunciare le seguenti parole: «Qui la pandemia e i provvedimenti [Dpcm] sono un pretesto per frange di criminali, credo riferibili alla destra nazista, che colgono l’occasione per praticare la loro idea politica: uscire e spaccare tutto». E tutto ciò è stato detto malgrado gli arresti per le violenze di piazza abbiano riguardato immigrati nordafricani e militanti dell’estrema sinistra anarchica.

Il commissario Carofiglio

Del resto, di che stupirsi? Carofiglio, che attualmente fa lo scrittore, in precedenza è stato magistrato e senatore del Partito democratico (2008-2013). Il ragionamento di Carofiglio, inoltre, è inquietante. L’ex magistrato – che si suppone sappia cosa sia una prova e cosa no – parte da un’affermazione ipotetica («credo si tratti della destra nazista»), che però è stata smentita dai fermi eseguiti dalle forze dell’ordine. Nonostante questa premessa traballante, anzi insostenibile, Carofiglio arriva comunque a una conclusione quantomai estrema: «Qui non c’è da fare troppe analisi, non c’è da mettere in relazione questi episodi con le scelte del governo: questo è un problema di polizia serio da affrontare con determinazione, senza lasciare alcun tipo di spazio a questi comportamenti. Per dirla in altri termini, questi vanno fermati, arrestati e processati velocemente».  

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Ma è La7 o TeleBulgaria?

Ricapitoliamo. Un ex magistrato – politicamente schierato, vista la sua successiva militanza nel Pd – non ha la minima idea di chi abbia causato i disordini di piazza. In pratica, è un personaggio non informato. Malgrado ciò, addebita le violenze a una non meglio specificata «destra nazista», invocando peraltro repressione poliziesca e processi sommari ai presunti colpevoli «crociuncinati». E tutto questo viene fatto passare con nonchalance dall’irreprensibile Floris, sempre in prima fila se c’è da cantare Bella ciao, ma molto meno solerte quando si tratta di fare una corretta informazione. Insomma, se fosse stato in studio a DiMartedì, probabilmente anche Orwell si sarebbe messo le mani nei capelli.

Il video


Elena Sempione

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1 commento

  1. Nomen omen …. Carofiglio di ….

    Non è molto più giovane di me , quindi è un PAGLIACCIO !!!! Essendo stato in magistratura non può ignorare COME nacque il termine neo-nazi !!!

    Premesso che sono stato un estremista di DESTRA ed ancora CREDO inell’ IDEA …
    NOI non siamo mai stati NEO di nulla !!!!
    già il termine neo-fascisti è RIDICOLO … ma neo-nazisti , se poi si usa NAZISTI , sic et simpliciter … si è ANCORA PIù FESSI !!!!

    Non voglio farvi un PIPPONE , tipico dei sinistrati … ma , chiariamo una cosa .

    Dopo il 1945 la DESTRA ha vissuto un GRANDE momento di rinascita , la discussione , come già
    nel FASCISMO è stata sempre viva e creativa , votata a FUTURO .

    I vari “uffici politici” delle questure avevano bisogno di ETICHETTARE questo fermento che … NON ERA ETICHETTABILE ….

    Se chiari erano i Missini … chi era fuori dal partito venne etichettato come neo-fascista … ma restavano da NOMINARE quelli che non missini e manco neo-fasci ….
    ignoro il GENIO che coniò il termine NEO-NAZISTI … magari un semplice commissario …. o forse un sempliciotto giornalista di Lottacontinua o del ManiFESSO forse ISPIRATO dalla
    nostra conoscenza di RUNE ed altri ANTICHISSIMI simboli che hanno 8000 anni (forse più) di storia….

    Volete un termine QUASI corretto ??? Chiamateci PAGANI …..

    nobis deos propitios sint

    e …. discendiamo dal WERWOLF , SH !!!

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