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Roma, 7 ago – A settembre, dpcm di Conte permettendo, si svolgeranno diverse elezioni regionali, tra cui quelle nelle Marche. Una regione che da più di 20 anni è in mano alla sinistra, ma dove l’esito della votazione – secondo i sondaggi – è assai incerto. Matteo Salvini, che vive con entusiasmo ogni campagna elettorale, in questi giorni sta dando man forte alla coalizione con diversi comizi. La tappa di ieri è stata Appignano, in provincia di Macerata. Quando il leader della Lega passa a parlare di immigrazione, alcuni contestatori – sempre presenti alle sue apparizioni pubbliche – iniziano a suonare il fischietto per disturbare il comizio. E Salvini gli risponde per le rime.

Salvini sbeffeggia i contestatori

«L’immigrazione controllata è un valore positivo, come in Svizzera, Germania, America, Australia», dice il segretario del Carroccio, che poi lancia la bordata: «Provino i fenomeni che sono qui a fischiettare a dire che c’è posto per tutto. Prova tu, simpaticone, ad andare domani in Svizzera a dire: siamo cittadini del mondo. Ti rispediscono a casa tua nell’arco di dieci minuti. E fanno bene!», tuona Salvini tra gli applausi dei suoi sostenitori.

La strategia perdente della sinistra

Poi il leader leghista si spiega meglio: «I confini di un Paese sono come la porta di casa: si suona il citofono, il campanello e si chiede permesso e per favore. E poi chi è in casa decide se gradisce o non gradisce quella visita. A casa mia decido io chi invitare. Se avete voglia dei clandestini, manteneteli voi a casa vostra. Pagateli voi. Paga tu amico mio: colazione pranzo e cena», conclude Salvini. Negli ultimi tempi, dopotutto, la sinistra globalista si sta davvero impegnando a mettere i bastoni tra le ruote al segretario della Lega. Nei giorni scorsi si era addirittura scomodato un vicesindaco del Pd, che andò a importunare Salvini sulle spiagge di Milano Marittima. Peccato solo che queste trovate non facciano altro che rinserrare i ranghi del Carroccio, invece di sfaldarli.

Gabriele Costa

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