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Roma, 7 ago – Delatori? Assistenti civici? Droni? Niente di tutto questo, ormai sono vestigia di un’era preistorica. E’ arrivato Pepper, il robot-poliziotto che vigila e riprende chi non indossa la mascherina o non rispetta il distanziamento nei luoghi pubblici. Vecchie zie, covid-ossessionati e virologi allarmisti potrebbero avere presto la loro vendetta robotica sui «lassisti» che si assembrano o non indossano i dispositivi di protezione individuale.

Creazione – datata qualche anno fa – della Softbank Robotics Europe, Pepper oggi grazie ad un aggiornamento è in grado di scansionare fino a 5 volti in contemporanea e rilevare gli eventuali indisciplinati. Per la privacy come la mettiamo? La compagnia mette già le mani avanti: la scansione dei volti avviene senza memorizzazione e registrazione di dati personali o dei connotati di coloro che verranno «beccati» senza dpi. Ora sì che ci sentiamo tranquilli.

Durante l’interazione con il pubblico, Pepper fa sì che venga visualizzato un cerchio verde o rosso attorno al viso (Terminator spostati) che appare sul tablet incorporato nella sua struttura, a seconda che la persona indossi o meno una maschera. Pepper può anche utilizzare le sue «funzioni emotive» e vocali per trasmettere un messaggio di convincimento alle persone, come all’ingresso di un negozio o in un aeroporto, modellato sulle esigenze del cliente e sviluppato dai partner di SoftBank Robotics Europe.

Insomma, un’iniziativa che, oltre a dare ben poche sicurezze sul rispetto della privacy – non ce ne vogliano quelli di Softbank Robotics se rimaniamo nel nostro scetticismo –, oltre a suscitare un sano orrore per il contesto distopico di sorveglianza robotica spinto a livelli di Terminator con Skynet, rischia anche di diventare un’iniziativa fortemente discriminatoria, essendo basata su input e potenziali bias (pregiudizi) cognitivi del dispositivo robotico, che come tutti i sistemi basati su algoritmi viene programmata ex ante. Ma hey, per la salute questo e altro, no?

Cristina Gauri

2 Commenti

  1. E vabbe’, adesso è ora di finirla con questa mania del controllo… Quando inizieremo a vivere come in Blade Runner ci ribelleremo alle macchine (e ai loro creatori)?

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