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Cagliari, 30 gen – Si sono aperte le porte del carcere di Cagliari per l’immigrato di origini senegalesi che avrebbe aggredito, stuprato e rapinato una donna colombiana all’interno della sua abitazione. Le manette per lo straniero sono scattate dopo dieci giorni di indagini; gli investigatori si trovano ora sulle tracce del suo complice.

L’aggressione

Protagonista in negativo di questa vicenda è Abou Sow, 32 anni, disoccupato e con numerosi precedenti. I fatti risalgono alla notte tra domenica 19 e lunedì 20 gennaio: l’uomo era entrato, assieme a un connazionale, nell’abitazione della vittima, con l’intenzione di accordarsi per un rapporto occasionale a pagamento. Ma una volta entrati nell’appartamento i due hanno estratto un coltello e hanno preso a picchiare ferocemente la donna, legandola mani e piedi con del nastro da pacchi, per poi stuprarla. 

I soccorsi

Dopo la violenza, i due senegalesi si erano impossessati di 300 euro in contanti trovati nell’abitazione della colombiana, ed avevano fatto perdere le loro tracce. La loro vittima era riuscita in qualche modo a liberarsi e a scendere in strada dove era stata soccorsa da alcuni passanti. I carabinieri accorsi tempestivamente dopo la chiamata dei testimoni avevano raccolto la sua testimonianza e l’avevano accompagnata in ospedale per le medicazioni del caso. La donna ha raccontato di conoscere il 32enne. Grazie alla testimonianza della vittima ed alle immagini delle videocamere di sorveglianza presenti nella zona, i militari hanno rintracciato il senegalese dopo circa 10 giorni di indagini. 

L’arresto

La polizia ha fatto irruzione in un appartamento della periferia di Cagliari, dove Abou Sow si era asserragliato. E’ stato arrestato con l’accusa di sequestro di persona, violenza sessuale, rapina e lesioni. Il senegalese ha cercato di discolparsi dicendo di avere agito sotto l’effetto di sostanze stupefacenti; si trova ora detenuto dietro le sbarre della casa circondariale di Uta. Nel frattempo i carabinieri continuano le ricerche del complice dell’arrestato, ancora in libertà.

Cristina Gauri

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