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Roma, 17 feb – L’ex viceministro alla salute Sileri si aggiunge al coro dei «dissidenti» esprimendosi contro l’ipotesi del lockdown generale espressa domenica da Walter Ricciardi e accolta con entusiasmo da Crisanti, Galli e gli altri accoliti delle restrizioni draconiane.



Sileri boccia il lockdown nazionale, meglio chiusure mirate

«Secondo il mio parere – scrive su Facebook Pierpaolo Sileri – un lockdown generalizzato adesso sarebbe un provvedimento eccessivo». L’ex viceministro si dice più favorevoli a chiusure mirate nelle località o aree dove si assiste ad un innalzamento dei contagi. «Servono chiusure localizzate laddove c’è un andamento del virus anomalo, continuando a usare i 21 parametri, in una logica di stop and go. Una volta protetti con il vaccino il personale sanitario, gli anziani e i fragili, sarà un atto dovuto procedere a graduali riaperture».

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Un problema di comunicazione

Sulle varianti suggerisce cautela e attenzione, senza però cadere nella trappola della psicosi. «Negli ultimi giorni abbiamo assistito in diverse aree alla diffusione di alcune varianti del virus: questo spiega la decisione di fare un passo indietro sulle riaperture annunciate. Ma sarebbe molto importante riuscire a comunicare queste decisioni con un maggior margine di tempo». E’ chiaro il riferimento alla decisione del ministro Speranza di tenere chiusi gli impianti da sci, arrivata a sole 12 ore dalla prevista apertura degli stessi. «D’altra parte, fin dall’inizio della pandemia c’è un problema di comunicazione che coinvolge tutti coloro che si rapportano alla popolazione. Gli esperti devono collaborare anche attraverso le dichiarazioni rilasciate ai media».

Non ha senso vivere nel pessimismo

Già, ma come è possibile attuare questa «collaborazione»? Con l’etere occupato militarmente da una torma di scienziati malati di protagonismo e interessati solo all’agenda dettata dal virus? «Dobbiamo fare attenzione alla comunicazione. Non tutte le varianti sono aggressive allo stesso modo», avverte Sileri. «Dobbiamo monitorare e applicare la strategia migliore a seconda dei risultati del monitoraggio». Lo si deve fare «nel rispetto dei 21 parametri, che ci hanno consentito di tenere sotto controllo l’epidemia fino a oggi. Non ha senso vivere nel pessimismo, ma è importante restare vigili e andare avanti con fiducia». Lo provi a spiegare ai suoi colleghi scienziati.

Cristina Gauri

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3 Commenti

  1. Gentile C.Gauri, scienziati di che?! Al massimo sono informatori scientifici, spesso prezzolati, pure ruba-mestiere, parecchi ignoranti perpetui grazie agli amici degli amici…, laureati senza etica alcuna! P.Sileri mi sembra lo sappia benissimo.

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