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La sinistra e la “variante inglese” del Covid. Ma nessuno osi parlare di “virus cinese”

by Lorenzo Zuppini
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Covid, variante inglese

Roma, 23 dic – Garantiscono che la variante inglese del Covid-19 sia pro Brexit, e probabilmente non gli sta simpatica la reginetta Megan Markle, la paladina dei diritti delle donne che ha pensato bene di andare a farsi dare ordini dalla regina Elisabetta anche per poter proferire parola. È una variante del virus definitivamente conservatrice, rozza, illetterata. Se fosse italiana certamente frequenterebbe il Papeete con Matteo Salvini, niente Capalbio. Se il comunista Jeremy Corbin avesse vinto le elezioni sconfiggendo Boris Johnson, state certi che la variante del virus si sarebbe tenuta lontana dal Regno Unito. Sì, i bifolchi conservatori se la tirano dietro la scarogna, e anche un po’ di pandemia variata all’indomani dell’inizio della vaccinazione. Se avessero vinto le elezioni i laburisti, e la variante si fosse manifestata comune nel regno di Elisabetta II, di certo nessuno la avrebbe identificata come variante inglese, per carità, lotta alla discriminazione, gli inglesi sono un grande popolo guidato da grandi governanti, no al razzismo sanitario.

Variante inglese del Covid (non) cinese

Peccato però che governino i conservatori, e quindi che tutti, nel Continente, si divertano ad etichettare la nuova evoluzione del Covid-19 come inglese. L’Oms, dato il colore politico del governo di Sua Maestà, probabilmente prenderà in considerazione l’ipotesi di inviare una squadra di analisti interni all’Organizzazione per verificare che quei bifolchi sappiano almeno leggere. Indosseranno il costume di Superman e al posto della esse centrale giganteggerà la bandiera della Repubblica Popolare Cinese.

Il modello che importeranno sarà quello italiano, i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti: maggior tasso di repressione delle libertà individuali, e questo basta a questa variante sessantottina per promuovere a pieni voti il governo di Giuseppi II. Dei nostri morti poco importa, tanto prima o poi sarebbero comunque morti. E se un giorno qualcuno avrà qualcosa da ridire, andrà sempre bene la risposta che i comunisti forniscono quando gli si chiede conto dell’Unione Sovietica: non era il vero comunismo. Ecco, in Italia è semplicemente andato storto qualcosina, la colpa è dell’opposizione e vi sarà certamente una nuova occasione per riprodurre su scala nazionale il loro modello di società.

Non toccate la coda del Dragone

Abbracciavano i cinesi e si ingozzavano di involtini primavera, e tutto questo prima che qualcuno avesse osato ventilare l’ipotesi che effettivamente si trattasse di un virus cinese. L’informazione italiana era occupata a divulgare la smentita: la sacra Repubblica Popolare è innocente e va lasciata stare, ché già si sta dando un gran d’affare per intralciare The Donald, l’altro bifolco conservatore. Oggi però son tutti eccitati all’idea di divulgare la notizia della famigerata variante del virus che metterà in ginocchio nuovamente il mondo intero. Il sottotesto è che BoJo, con le sue fissazioni per la libertà da limitare meno possibile, abbia favorito egregiamente la trasformazione di Covid-19, divenuto ormai il miglior alleato di tutti coloro che il film La vita degli altri vorrebbero trasferirlo sulla realtà.

Il tutto per il nostro bene, perché gli abbracciatori di cinesi e ingozzatori di involtini primavera sanno esattamente quale sia il bene di un popolo che conta sessanta milioni di anime. La via che porta all’inferno è lastricata di gente piena di buone intenzioni. Ma il loro è il paradiso degli antirazzisti a intermittenza, accendono la luce quando c’è da tutelare i diritti fondamentali di Xi Jimping e la spengono quando è necessario infangare il governo inglese rappresentante della maggioranza del paese. Sarà che loro, a questa storia delle elezioni eccetera, ci credono davvero poco, difatti sono in perfetta sintonia col Dragone e coi suoi metodi. Nostalgia, nostalgia canaglia…

Lorenzo Zuppini

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