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Roma, 8 mar – Luoghi sacri della memoria, luoghi e simboli di sacrifici, vittorie e sconfitte, luoghi da tutelare e da amare come fosse un pezzo della nostra storia personale perché “Noi siamo i figli e i nipoti di quegli eroi a cui è stato dedicato questo bellissimo monumento”. Ed è questa la motivazione primaria con cui i militanti di CasaPound Italia hanno descritto l’operazione di recupero, avvenuta ieri mattina, di lastre marmoree staccate dal maestoso Monumento ai Caduti d’Africa di piazza Cappuccini a Siracusa.



Siracusa, l’iniziativa di CasaPound

Una discesa sino al mare per cercare tra la vegetazione incolta e la scogliera i resti di impuniti atti vandalici che di fatto hanno danneggiato il monumento, senza alcun rispetto e tutela per un bene comune prezioso. Progettato nel 1938 da Romano Romanelli, il maggiore rappresentante del “romano” nel Novecento, il monumento ai Caduti italiani in Africa nella conquista dell’Etiopia durante il Fascismo (ottobre 1935- maggio 1936) era destinato alla città di Addis Abeba, sua Capitale, ma non vi arrivò mai a causa dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale.

Soltanto nel 1952, quando si decise di installarlo, lo stesso Romanelli suggerì la destinazione: Siracusa, in quanto il porto era considerato il più importante trampolino verso l’Africa e le colonie italiane. “Per noi questo è un luogo sacro a cui va dimostrato il massimo rispetto – conclude la nota sull’operazione posta in essere dai militanti aretusei di CasaPound Italia – Per questo motivo le lastre recuperate vanno riconsegnate alla Città e, nel concreto, all’Amministrazione Comunale, sperando che questo Monumento abbia, finalmente, l’attenzione che merita da parte di tutti”.

Emanuela Volcan



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