Roma, 21 nov – Abuso d’ufficio, lesioni volontarie e minacce. Sono questi i reati contestati al comandante della polizia municipale di Roma, Antonio Di Maggio, rinviato a giudizio dal gup Vilma Passamonti. Il capo dei vigili è infatti accusato di aver compiuto un blitz contro un cosiddetto “tavolino selvaggio” in via di Tor Millina, una traversa di Piazza Navona, con un modus operandi fuori da ogni regola e logica. Di Maggio, secondo l’accusa, avrebbe scaraventato in terra bicchieri e posate appartenenti al proprietario del locale Bibemus. I fatti risalgono al settembre 2014, quando Di Maggio era a capo del reparto Sicurezza sociale e urbana.

Altri vigili a processo

Il comandante della municipale non è però l’unico finito sotto processo per quei fatti, oltre a lui e con le medesime imputazioni vi sono i vigili Marco Milani, Paolo Nasponi e Francesco Simeoni, coinvolti dal loro capo per procedere alla rimozione del tavolino abusivo. La Procura nel 2017 chiese l’archiviazione degli odierni imputati, ma la proposta venne respinta dal gip Maurizio Silvestri. Ieri la richiesta di rinvio giudizio formulata dal pm Antonio Clemente è stata accolta dal gup.

L’accusa 

Secondo la procura il blitz della polizia municipale fu seguito “intimando di togliere tavoli dalla strada in pochi secondi e scaraventando per terra le sedie e i tavoli, compresi i bicchieri e le posate”, e provocando anche ai commercianti “danni ingiusti consistiti nei predetti atti arbitrari e violenti e nel danneggiamento dei predetti beni”. I pm sostengono che Di Maggio, durante l’irruzione, spinse in terra uno dei gestori del ristorante, il quale nella caduta batté la testa e riportò un trauma cerebrale oltre a una contusione alla gamba. Stando sempre all’accusa, il capo dei vigli minacciò anche i titolari con queste parole: “Non ti preoccupare, tanto so chi sei e ti vengo a prendere”.

Alessandro Della Guglia

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